Aggiornamenti

In questa sezione proporremo aggiornamenti sulle vicende economiche, finanziarie e di mercato. Ma anche riflessioni su altri aspetti rilevanti del nostro vivere e convivere, aspetti culturali come religiosi, del nostro tempo bizzarro.

Amiamo i contrarian, come non ammetterlo, ma non i bastian contrario, no, amiamo quelli seri ed intelligenti, che propongono alternative di senso e non di facciata: alternative serie, sensate e praticabili. Non siamo alleati dei parolai di professione, quelli eclatanti ( tanto di moda ) che sventolano miti e stendardi da rivoluzione e ghigliottina ( il solito vizio della palingenesi, giusto per capirci ). Quelli, prima o poi, te li ritrovi a pascolare nel prato comune degli incarichi istituzionali, in qualche modo, per qualche tempo. Quelli, portatori di ideali intrisi di ideologia ( e non è un gioco di parole ) che la vita quotidiana ignora, verniciando sui marciapiedi l'esatto contrario di ciò che vanno declamando. Li ha già sconfitti il tempo, da secoli, quelli, ma ancora pochi ne denunciano la inutile, costosa sopravvivenza.

Insomma, non ci convince affatto il pensiero unico. Ovvio. Quel modo standard e corretto di pensare la vita ( il cd stile progressista ) di cui oggi non si può fare a meno, pena vedersi rifilare la patente di fascista, razzista, intollerante, xenofobo, reazionario. A noi invece piace il revisionismo: orientamento, stile delle persone sagge. Abito mentale dove l'intelligenza delle convinzioni si sposa e si coniuga con l'umiltà dell'analisi e la calda verifica dell'esperienza.

Rivedere e ripassare, in fondo. Per capire, ma capire davvero. Lontano dai riflettori e dal fascino del moto quotidiano, quello conforme. Lontano da quel politicamente corretto che ti induce a pensare, senza pensare affatto. Ci piace osservare le storie e la storia col senno di chi pesa le conseguenze, e che da questo fa discendere un giudizio finale pratico e sostanziale, un giudizio che mette assieme l'idea con il fatto reale, l'intenzione con il risultato. Ecco, rivedere è il modo migliore per fare davvero tesoro delle esperienze, per crescere. Per evitare che gli attori siano trasformati in santi, mentre magari sono stati - e sono - l'esatto opposto. Insomma, per evitare che la storia si trasformi in leggenda, ed i carnefici in miti: per vederli come sono, per come sono stati, senza trucchi né manipolazioni.

Il pensiero unico detesta la pratica del revisionismo, alla stregua di un banchetto di giuda.

Occorre ripulire la storia dall'enfasi della cronaca partigiana, insomma di parte. Magari si può fare dopo anni, prima è difficile, ma magari lo avessimo fatto noi, sulla nostra storia, avremmo oggi meno incertezze. A nessuno sfugge, infatti, che la storia è scritta dai vincitori e per conoscere la verità profonda occorre sudare sette camicie. Ma occorre fare presto: prima che il tempo si porti via gli ultimi testimoni, prima che distruggano tutte le carte. Per questo racconteremo la cronaca.

Nemici del revisionismo sono gli invasati - diciamo noi - quelli che non vogliono liberarsi dell'ideologia, nemmeno in età adulta. La chiamano coerenza. In effetti costoro barattano con il termine coerenza la loro irrimediabile ottusità ideologica, che poi altro non è se non difesa di alcuni privilegi acquisiti, pratici oppure morali. Da sempre essi propongono una sorta di palingenesi, per disegnare un futuro che non sanno costruire, mentre ignorano del tutto il presente: soltanto l'evoluzione critica trasforma i passi in un cammino.

Proporremo pertanto versioni del pensiero poco note, che sia pensiero economico o sociale: racconteremo una versione della realtà non omologata. Sorvoleremo sui diritti, intenzionalmente, mentre proporremo di riflettere sui doveri.

Vedete la lista degli articoli nel menù, diversificato per tesi.

 

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