Giavazzi su Gelmini

Il Prof. Francesco Giavazzi, nel pieno turbinare della rivolta di piazza contro la riforma dell'Università ( Bersani sui tetti, studenti in corteo a farneticare e rompere cassonetti e vetrine ) ha espresso sul Corsera interessanti riflessioni, decisamente contro corrente: la riforma Gelmini è da sostenere, assolutamente. Certo si poteva fare di più e meglio ( in un senso che va più verso il ministro che verso i dimostranti ), ma è decisamente meglio - dice Giavazzi - ciò che è stato fatto rispetto a ... stare fermi.

Capito ?

Purtroppo l'articolo riporta la arcaica ( secondo noi ) dicitura " RIPRODUZIONE RISERVATA" quindi non possiamo offrirvelo nella sua integrità, ma uno stralcio dei contenuti, quello si, lo possiamo presentare.

Stralci da UNA RIFORMA DA DIFENDERE di Francesco Giavazzi - Corsera 30/11/2010

Del valore dei laureati unico giudice è il cliente.

Questi sia libero di rivolgersi, se a lui così piaccia,

al geometra invece che all'ingegnere, e libero di fare meno di ambedue

se i loro servigi non gli paiano di valore uguale alle tariffe ...

scritte in decreti che creano solo monopoli e privilegi

( Luigi Einaudi, La libertà nella scuola, 1953 )

 

Riportando le parole di Einaudi, giusto per dare senso profondo ad un tema trattato oggi con tanto vigore ideologico, va osservado il Prof. Giavazzi che il ministro Gelmini non ha avuto il coraggio di proporre la abolizione del valore legale del titolo di studio, e non propone - purtroppo - di far cadere il vincolo che impedisce alle università di determinare liberamente le proprie rette, neppure se le maggiori entrate fossero interamente devolute al finanziamento di borse di studio, cioè ad "avvicinare i punti di partenza" ( Einaudi, Lezioni di politica sociale, 1944 ).

Insomma, si rammarica il Prof. Giavazzi, perché il ministro Gelmini non ha nemmeno proposto di separare medicina dalle altre facoltà,  cosa notoriamente malvista dai medici che grazie al loro numero oggi dominano le università e riescono a trasferire su altre facoltà i loro costi.

E giù ancora, in spregio alla vulgata ( diffusa persino tra i moderati ) che definisce la riforma un attentato alla scuola, dice il nostro Prof.: la realtà è che la legge Gelmini è il meglio che si possa ottenere data la cultura della nostra classe politica. Il risultato, nonostante tutto non è poca cosa.

A questo punto il Prof. la dice grossa, esce dal pol corr ed esagera, visto che arriva ad elencare alcuni punti di forza di questa legge: abolisce i concorsi, prima fonte di corruzione - crea una nuova figura di giovani docenti che saranno confermati SOLO se otterranno risultati positivi nell'insegnamento e nella ricerca - innova la governance delle università perché limita l'autoreferenzialità dei professori - per la prima volta prevede che i fondi pubblici alle università siano modulati in funzione dei risultati ...

Noi, presi da tanto insolito buon senso, ci siamo quindi chiesti: ma perché mai sono saliti sui tetti per reclamare ... costoro ?

Quindi abbiamo letto e riletto il grande passo di Luigi Einaudi del 1953 ... con un pò di nostalgia.

 

Una meraviglia !

 

 

 

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