Come si investe : approccio e basi

Cosa significa INVESTIRE ?

C'è molta confusione su questo termine. Si omette quasi sempre di separare destinazioni diverse, quindi atteggiamenti e prodotti diversi, che maturano in tempi diversi. Stiamo parlando della differenza che distingue: CUSTODIRE - CONSERVAREINVESTIRE.

- CUSTODIRE è come mettere nel frigo un alimento deperibile, dopo un giorno lo recuperi, certo più vecchio di qualche ora, ma fresco e buono da mangiare ( BOT ).

- CONSERVARE è una attività che implica già nel vocabolo il senso del trascorrere del tempo, dunque più di una semplice custodia, una attività che richiede scelte, quindi un approccio professionale. Una gestione, purtuttavia, anche se limitata, che riesca a neutralizzare l'azione combinata di svalutazione monetaria ed inflazione ( OBBLIGAZIONI ).

- INVESTIRE rappresenta  qualcosa di più. Non basta difendersi dal tempo che scorre, occorre guadagnare, ma guadagnare sul serio, che poi significa far crescere l'investimento più di quanto  crescano inflazione e deprezzamento. Vedete come è intuitivo ora comprendere la vacuità di certe forme di risparmio chiamate investimenti sicuri. Il minimo che capita a chi le usa è perderci qualcosa rispetto agli abbattimenti monetari, anche rischiando. Cosa vogliamo dire ?

Vi stiamo dicendo che chi acquista un titolo di stato si espone a dei rischi, anche se è convinto del contrario:

A) il valore del titolo oscilla, come ogni altro titolo obbligazionario, e soltanto alla scadenza il rimborso è pari al 100%, dunque in corso d'opera può capitare di vendere realizzando minusvalenze sul capitale;

B) la controparte è una, una soltanto, se non paga quell'unico emittente recuperare il capitale può essere complicato ( ricordate Argentina, Parmalat, Cirio e le recenti obbligazioni subordinate B Marche & soci, per non dire di Monte Paschi ). Il rischio di perdere, quando affidate i Vostri danari ad un solo soggetto economico, esiste, anche se la controparte è lo Stato. Purtroppo manca la percezione del rischio di insolvenza: questo fa sì che i risparmiatori, nel tentativo di eliminare il rischio ( o l'idea che hanno del rischio ), finiscono per rischiare di più, senza nemmeno saperlo.

Allora vale la pena ripeterci, visto che abbiamo già parlato dell'umore di chi investe ( psicologia economica ). 

E' vero e verificato, avere a disposizione risparmio, genera un senso di gratificazione personale. Chi produce risparmio vive anche un senso generale di autostima: lavora, ha un reddito apprezzabile, sceglie di sottoporsi al sacrificio per accantonare risorse, insomma si sente uno in gamba. Nello stesso tempo quel piccolo tesoro gli procura ansia: teme di esporlo ad eventi che non controlla, teme che diminuisca di valore, teme vicende cruente. Tutto questo crea tensione, per il fatto di mettere in qualche modo in gioco quel tesoretto così faticosamente accumulato. Si genera un conflitto, tra due pulsioni ugualmente potenti, entrambe generate nel nostro TALAMO: VOGLIA di guadagnare contro PAURA di perdere.

A prescindere dal sentimento che prevale alla fine, l'investimento si presenterà comunque inadeguato, in questa situazione. Infatti. Se vince la VOGLIA di guadagnare, rischi di essere troppo aggressivo, ma se vince la PAURA di perdere, rischi di essere troppo prudente: quasi mai razionale, lucido, appropriato. E' inevitabile, manca un approccio razionale, mentre la lotta tra queste due potenti pulsioni ( in genere non controllate ) scompiglia le carte ed annebbia le capacità di analisi.

Questa sensazione di pericolo misto ad entusiasmo, assieme ad altre distorsioni sensoriali, impedisce insomma una visione oggettiva e disincantata della realtà. La conoscenza di questo bizzarro meccanismo è utile, per l'investitore, proprio per tranquillizzarlo circa il suo senso di apprensione: è naturale e strutturale, non patologico, non sta facendo una scelta sbagliata ad investire. Deve solo fare attenzione a non sbagliare dove investire, come, con chi ...

C'è da dire che i nostri quotidiani, anche quelli cd specializzati, non aiutano molto a diradare le nebbie dei luoghi comuni. Figli di una editoria mai libera sul serio, seguono la sensazione più che l'intelletto, a volte persino il pettegolezzo. Non servono sempre l'intelligenza e non aiutano sempre a raccontare la semplicità dei meccanismi del mercato. In un paese dove la deroga è prevista per legge ( vedi Patti Parasociali ) l'informazione risente anch'essa del clima.

Insomma, a parte i titoloni in prima pagina sui miliardi che le borse brucerebbero ( altra falsità su cui ci esprimeremo ), ci basta pensare ai racconti del vicino di casa sul pessimo trattamento ricevuto in questa o quella banca per immaginare con quanta circospezione si muova chi dispone di risparmio. Ecco che lo schema colorato che abbiamo riportiamo sopra rappresenta una idea solo parziale, rispetto al bisticcio emotivo cui va incontro chi si ripropone di allocare le proprie risorse.

Ed allora, come si fa ad uscirne ? 

Per districarsi in questo ginepraio Vi proponiamo di affrontare il problema dell'investimento con metodo, leggendo in progressione i capitoli tematici che vedete nel menù e qui sotto replicati. Certo, aiutati e sostenuti dalla nostra Teoria: l'Antropologia del Rendimento ®.

 

 

 

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