Finanza: i danni dell'adulterio

LA FINANZA CREATIVA PUO’ DIVENTARE UN PROBLEMA

Abbiamo detto quanto sia importante che la finanza mantenga una rispondenza tra azione umana e fatti economici. Ma prima di inoltrarci su questo terreno dobbiamo prima chiarire per bene cosa è la FINANZA ( mai dare per scontato che tutto sia chiaro per tutti ). La FINANZA può essere definita in molti modi:

  • insieme dei mezzi a disposizione dello Stato per raggiungere i suoi scopi
  • insieme delle entrate e delle uscite dello Stato
  • complesso delle attività che si svolgono sui mercati finanziari
  • risorse economiche, quattrini, danaro circolante
  • scienza che descrive creazione, gestione e studio del denaro e delle banche, credito ed investimenti
  • finanza pubblica, aziendale, personale, finanza d'impresa

Data l’ampiezza del concetto e la vastità degli ambiti applicativi, proponiamo una nostra chiave di lettura, che riteniamo molto semplice ed intuitiva:

  • una azienda vende un prodotto, quindi emette fattura: si genera un FATTO ECONOMICO
  • quella fattura viene ceduta alla banca per ottenere una anticipazione: si genera un FATTO FINANZIARIO

Ecco. L’ECONOMIA risiede nella produzione del bene e nella vendita sul mercato di quel bene. La FINANZA invece interviene nel momento i cui – attraverso la banca – si consente all’azienda di eliminare la sfasatura temporale che intercorre tra l’emissione della fattura e la effettiva acquisizione dell’importo.

Un meccanismo simile ( per somma chiarezza ) si genera anche quando un’impresa acquista un macchinario che gli consente di produrre di più, oppure meglio, o ad un prezzo più contenuto. Il costo del macchinario è normalmente elevato e la FINANZA ( attraverso il prestito di una banca ) consente all’impresa di avere subito quel macchinario – e con esso i vantaggi produttivi connessi - diluendo però su più anni il peso dell’acquisto, dunque anche l’incidenza di quel costo sugli utili. Usando un parallelo simbolico, possiamo affermare che la FINANZA sta all’ECONOMIA come l’IPOTECA sta al MUTUO. Il fatto economico crea le premesse perché possa intervenire la finanza, altrimenti nulla accadrebbe e la finanza non esisterebbe.

Ma vediamo ora dove si generano le distorsioni, cosa le provoca e quali effetti negativi possono a loro volta produrre.

Il caso di scuola, il caso eclatante, è ovviamente la CRISI SUB PRIME. Ne abbiamo già detto, ma ora andremo a concentrarci sulle premesse tecniche e storiche della crisi, sulle successive degenerazioni finanziarie e sui loro effetti perversi. Cercheremo di usare un linguaggio semplice e facilmente comprensibile ( in fondo la finanza è questo ).

Per motivi che abbiamo già approfondito nei capitoli dedicati alla Crisi Sub Prime, nel periodo intorno a metà degli anni ’90 furono imposti alle banche occidentali dei FORTI LIMITI alla azione di finanziamento. Questi limiti prevedevano ( ed oggi ancora prevedono ) il computo di un  rapporto matematico preciso, computo previsto per legge, che viene quindi imposto alle banche. Questo rapporto tra patrimonio e finanziamenti erogati è detto RATIO. Allora questo rapporto non doveva scendere sotto la soglia di 0,08 ( 8% ), oggi si è giunti a 0,10, cioè 10% ( in evoluzione ).

Un RATIO di 0,08 – in parole povere - significa che una banca con un patrimonio di 100 milioni non può erogare più di 1.250 milioni di finanziamenti ( dodici volte e mezza il patrimonio ). Infatti 100 diviso 1.250,00 = 0,08, numero che rappresenta l'8% dei finanziamenti erogati. Se la banca volesse erogare di più ( per aumentare i volumi ed ottenere più utili ) dovrebbe aumentare il proprio patrimonio, dunque reperire nuovi soci finanziatori per incrementare il capitale di rischio. Non è cosa facile, inoltre una tale operazione sarebbe costosa ed avrebbe tempi lunghi di attuazione.

La FINANZA allora inventò una soluzione molto intrigante, al fine di consentire alle banche libertà di erogazione a prescindere dal compiuto dei RATIOS, insomma IGNORANDO l’obbligo di ricapitalizzarsi prima di aumentare i volumi di erogazione. Tale soluzione ( prevista da leggi e da modelli ufficiali di business bancario ) fu: VENDERE I CREDITIInsomma, essendo il RATIO una frazione, e non essendo conveniente modificare il numeratore, si agisce sul denominatore ... Lo schema qui accanto rappresenta visivamente un caso di rapporto alterato tra patrimonio e finanziamenti ( ovvio ricordare che per la banca ogni ogni finanziamento erogato è un credito in bilancio ). Ma perché tutto questo darsi da fare sui finanziamenti ? 

Occorre ricordare che in quegli anni, quelli successivi all'11 settembre 2001, grazie ai tassi a zero mantenuti a lungo ( ora tutti ammettono troppo a lungo ) ed alle enormi immissioni di liquidità che tendevano a favorire la ripresa dell’economia dopo lo shock, il sistema bancario mondiale si ritrovò con danaro a disposizione a costo prossimo allo zero, ed in quantità praticamente illimitata. Questo mare di soldi si tramutò in PROPENSIONE alla erogazione, visto che dai mutui derivavano utili rilevanti per una grande quantità di soggetti economici. La filiera dell'immobiliare è una delle più estese ed influenti: utili per le banche, corposi bonus per i managers, robusta attività di costruzione – con grande gioia per cementieri, costruttori e tutto ciò che è a loro collegato. Insomma, andava a gonfie vele per tutti, compresi i governi che incassavano le tasse indotte e potevano vantarsi di una economia in forte ripresa ed espansione ( la politica serve spesso un pessimo padrone ).

Questo spinse banche, sistema dei managers e governi a CERCARE letteralmente i mutui, senza riflettere troppo se privilegiare o meno il rafforzamento patrimoniale degli istituti: rafforzamento che rappresenta un valore di lungo respiro e che dovrebbe essere un pensiero costante di ogni SERIO amministratore, economista, politico, banchiere ( ma non produceva e non produce bonus per nessuno ).

I RATIOS, pensati proprio per mantenere sotto controllo il livello patrimoniale delle banche, furono dunque AGGIRATI utilizzando la vendita dei crediti. Ma come funzionò il tutto ? Ebbene, tornando all’esempio di prima, una banca che avesse erogato 1.250 milioni di mutui avrebbe 1.250 milioni di CREDITI, ma a quel punto dovrebbe fermarsi ed attendere il ritorno delle rate mensili di quei mutui, oppure acquisire nuovo patrimonio ( con i relativi costi connessi ammesso di trovare nuovi soci finanziatori ). Se invece provvede a CEDERE i suoi crediti a terzi, se si libera di quei crediti, il suo rapporto col patrimonio si ripristina e la sua attività di erogazione può riprendere. Vediamo meglio applicando la cessione alla nostra banca dell'esempio, nella figura accanto: 

1.800 ml di crediti esistenti meno 550 ml di crediti venduti = 1.250 milioni di crediti residui, perfetto, il RATIO è rispettato, almeno formalmente. Solo formalmente, perché tutto questo genera anche ripercussioni. Si generò infatti un innaturale innalzamento dei valori immobiliari, visto che le case si acquistavano ricorrendo a mutui facili e si rivendevano subito dopo come fossero azioni quotate. I mutui - nelle banche - seguivano la stessa corrente: quei crediti entravano ed uscivano come fulmini.

Ma a chi rivendevano le banche i loro CREDITI ? Chi se li comprava ?

Il più delle volte a società per azioni che loro stesse fondavano, dette veicoli. Queste società impacchettavano quei crediti in obbligazioni che - a quel punto - venivano proposte anche ai risparmiatori della banca originaria, come obbligazioni garantite da cartolarizzazioni di crediti immobiliari ( CDO - Collateralized Debt Obligation ). Ma queste obbligazioni venivano anche usate alla stregua di carta moneta, per finanziare altre operazioni o cedute come merce di scambio ( acquisizioni - fusioni ). Una perfetta catena di S Antonio, girava che era una bellezza, e le quotazioni degli immobili raggiunsero picchi mostruosi, che definire innaturali è dire poco. Immaginate dunque che tipo di volano si sia prodotto, in pochi anni, nel mondo ...

Ma il problema è sotto il tappeto, visto che c'è un guasto. E dove si trova questo guasto ?

Diciamo, innanzi tutto, che la consapevolezza di cedere il credito a terzi fece venir meno la usuale accortezza delle banche nel valutare le caratteristiche del debitore, la sua affidabilità patrimoniale e reddituale: il credito andava a disperdersi nel mercato ed il rischio dunque si diluiva a tal punto da rendere inutile un esame eccessivamente rigoroso del candidato debitore, era insomma opportuno allargare il parco delle delibere ad OGNI TIPO di pratica.

Tutti omisero di ricordare che ad un CREDITO corrisponde sempre un DEBITO, e per ogni CREDITORE c'è sempre - da qualche parte - un DEBITORE. Vedete, si tratta solo di tenere a mente le basi dell'economia, senza le quali non esiste finanza né mercato. Ebbene, l'origine di tutto sta negli SCAMBI: chi compra un bene o un servizio può pagare con danaro oppure chiedendo credito. L'operazione si chiude all'istante quando chi acquista paga in contanti: il trasferimento incorpora immediatamente un reddito per il venditore ( gli SCAMBI generano sempre un reddito ). Ma se il pagamento avviene con l'intervento della FINANZA al venditore verrà consegnato un CREDITO e l'operazione rimarrà in sospeso nel MERCATO. Se nel tempo previsto quel credito non verrà onorato registreremo una PERDITA nel sistema, anziché un REDDITO. Questo produrrà un impoverimento, perché attraverso una diminuzione della SPESA si determinerà una diminuzione del REDDITO prodotto, quindi della RICCHEZZA del PAESE.

Fu la prima grande DISTORSIONE: le banche erogarono mutui a pioggia, anticipando a chiunque i soldi per acquistare qualunque immobile ( tanto le case non potevano fare altro che aumentare di valore ) infatti TUTTI accedevano ai finanziamenti. Il mercato immobiliare crebbe di conseguenza, alimentato da una domanda dettata solo dal desiderio di acquistare per rivendere subito dopo. Si produsse una BOLLA di cui paghiamo ancor oggi le conseguenze, ed ancor oggi molti clienti - disgraziatamente - immaginano che presto il mattone tornerà a salire e non si rendono conto di come e di quanto il livello di costo delle case sia divenuto inaccessibile alle nuove famiglie ( ammesso di trovarle, le nuove famiglie ! ). Nessuno pensò che se QUELLO era l’approccio di TUTTI, nel mondo, in breve tempo TUTTO il mercato si sarebbe saturato di crediti poco affidabili ed il RISCHIO in tal modo si sarebbe amplificato e non certo disperso ( da qui si sono sprigionati i cosiddetti TITOLI TOSSICI ).

Ma c’è di più. C’è una seconda distorsione, anche più grave.

Suvvia. La erogazione di un mutuo non è un mero atto amministrativo, è anche e soprattutto la conclusione di un complesso intreccio economico che coinvolge molti soggetti, in modo diretto ed indiretto, vediamo ora le premesse di un mondo economico ordinato e normale:

  • IL COSTRUTTORE che esercita la sua attività di imprenditore, presuppone una normale, ordinata domanda di beni: le abitazioni che lui costruisce. Ha accantonato scorte, capacità di progetto, mezzi e finanziamenti per la sua azienda. Egli, a sua volta, rappresenta un mondo economico complesso, incorpora PIL, offerta di lavoro per gli operai ed utili per l'azienda stessa.
  • LA FAMIGLIA acquista l’immobile avendo prima accantonato riserve, per lo meno per un acconto serio, e lo fa in virtù di una scelta economica, collegata inevitabilmente al sacrificio: attraverso la continuità del reddito potrà pagare le rate mensili del mutuo e trasformare così il peso del vecchio affitto in un fattore di incremento patrimoniale.
  • LA BANCA raccoglie pubblico risparmio da persone e famiglie che hanno fatto scelte diverse dall’acquisto di un immobile ( la società produce risparmio, per fortuna ). Il suo ruolo istituzionale è proprio questo: affidare questo risparmio prodotto da alcune famiglie, ad altre famiglie, che a loro volta lo utilizzano per finanziare operazioni di valorizzazione patrimoniale.

Ora. Se in questa filiera di comportamenti ordinati inseriamo l’artifizio della CESSIONE DEI CREDITI senza controllo, ma soprattutto senza limiti, l’intero quadro si modifica e si distorce, passo dopo passo, per tutti i soggetti. Vediamo come ma badate, non si tratta di ipotesi, ma di ciò che è realmente accaduto come premessa della Crisi Sub Prime, ora vediamo:

  • Il costruttore opera senza sosta visto che gli immobili si vendono SEMPRE, a prescindere, non bisogna nemmeno essere troppo bravi a farli. In questo modo saltano tutti i paletti della corretta gestione aziendale e ci si orienta verso l’azzardo più che verso la solidità aziendale.
  • I privati acquistano case anche senza avere risorse per farlo, è talmente conveniente acquistare e rivendere che non bisogna fare altro che seguire la corrente. Non occorre mettere da parte i danari, ce li prestano senza colpo ferire. In questo modo il concetto di affidabilità diviene impalpabile ed evanescente. I guadagni appaiono scontati, garantiti, le case non possono fare altro che aumentare di valore, evapora l'idea di sacrificio che produce risparmio.
  • La banca finanzia a tamburo battente, abbandonando l’uso di una corretta e sana gestione del rischio. Ma così facendo la banca eroga SENZA RACCOGLIE RISPARMIO, visto che utilizza gli stesi soldi più e più volte. La banca in questo modo COSTRUISCE una ricchezza che nella società non esiste, e che viene sostituita - nel percepito delle persone - da un vorticoso mercato immobiliare. La banca in questo modo BATTE MONETA.

Insomma, il fatto grave è che in questo modo le banche fanno girare sempre gli stessi soldi, come se provenissero da ricchezza accantonata, mentre in effetti si crea un volano di attività NON RAPPRESENTATIVO di una situazione economica reale: SOLO ILLUSIONE

Non è più economia, se non c’è l’uomo, è PARANOIA

Purtroppo un tale artifizio può essere mantenuto anche a lungo, governi consentendo, dunque la Crisi Sub Prime maturò per anni, nascosta da una abbagliante espansione, tra il 2003 ed il 2007. Ma l’economia non può essere violentata più di tanto. Prima o poi la realtà presenta il conto, e se l’uomo non vive veramente DENTRO le vicende economiche, queste si sfaldano: il trucco si scioglie sotto i riflettori. Era già accaduto.

Lo stesso, identico, folle meccanismo ( l'irrazionalità ) provocò la BOLLA DEI TULIPANI nel 1637: tutti erano convinti che il bulbo di tulipano non potesse fare altro che aumentare di valore. Ogni prezzo era buono per acquistare, non occorreva nemmeno pensarci su. Poi il bulbo crollò, come sta facendo oggi - dal 2007 - il mercato immobiliare, come fecero a loro volta le dot.com nel corso della bolla internet-new economy del 99/2000, come accade ad ogni cosa, quando è lontana dall'uomo vero: quello che vive, pensa, sceglie, agisce. Diceva bene, riferendosi ai momenti di crisi, il grande Albert Einstein: non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose

          
                       bolla dei tulipani  1636/1637                                                          bolla sub prime USA 2007

Si può costruire e costruire, ignorando la domanda reale di appartamenti e centri commerciali ? Quando l'espansione delle costruzioni è legata soltanto alla speculazione, prima o poi si fermano i prezzi. E' capitato così che nel corso del 2007 i prezzi degli immobili smisero di espandersi, in un primo tempo, poi iniziarono a diminuire. Bastò poco per terrorizzare tutti e non fu soltanto una questione di paura, fu una vera e propria questione sostanziale. Il sistema bancario infatti aveva a garanzia dei fidi concessi ai costruttori i valori di edificazione, storici, per capirci. Se quei valori fossero stati adeguati alle successive diminuzioni, le banche avrebbero dovuto chiedere delle integrazioni a copertura dei fidi ed i costruttori sarebbero saltati per aria, impossibilitati a provvedere. Il tema è attuale - Fb 2017 - vengono infatti mantenuti in bilancio dai costruttori i valori storici, altrimenti oggi - assieme ai costruttori stessi - salterebbero anche TUTTE le nostre Banche: valga come riferimento pratico il dramma delle sofferenze bancarie, le cessioni di pacchetti di sofferenze a prezzi ridicoli (NPL), le ricapitalizzazioni necessarie all'intero sistema.

Erano così DIFFUSE e TANTE le obbligazioni circolanti, collegate ai crediti ceduti ( divenute infatti un mezzo di pagamento diffusissimo nelle transazioni interbancarie ed anche nelle attività di M&A ), che TUTTI, in un attimo, smisero di fidarsi di questi strumenti e della solvibilità della altre banche. Fu il blocco della liquidità, il panico ( CREDIT CRUNCH ). Fu in quel periodo che nacque il termine TITOLI TOSSICI, fu allora che le banche smisero di fidarsi l'una dell'altra, e fu allora che il naturale mercato di scambio ( misurato attraverso l'Euribor ) si bloccò: nessuno prestava nulla a nessuno, nemmeno per un giorno, e nessuno dava affidamento ai titoli salsiccia ( i cartolarizzati ) perché TUTTI sapevano bene con quanta superficiale leggerezza fossero stati deliberati quei crediti ( e TUTTI si erano comportati allo stesso modo, per anni ). Per non parlare del fatto che il valore di quelle ipoteche non reggeva più rispetto al valore DISCENDENTE degli immobili.

La enorme massa di TITOLI TOSSICI era tale che risultava ( e risulta ancor oggi - Settembre 2012 ) complicato misurarla nel suo effettivo peso, tanto ne erano piene le banche del mondo, chi più - chi meno. Per capirci la Spagna, nel recente accordo di sostegno europeo, ha deciso di creare una BAD BANK ove far confluire titoli spazzatura, ed in tal modo ritirare questa robaccia dal mercato, consentendo così alle banche di riprendere la loro insostituibile funzione. Ecco di cosa stiamo parlando, ancora nel Settembre 2012. L'anno dei Maya ... che avessero ragione loro ? 

FINANZA CREATIVA ?  ...  NO GRAZIE !Per finire, ora, ma diciamo pure per entrare sul serio nel merito, occorre estendere la nostra riflessione e portarla anche sul terreno esistenziale, filosofico, altrimenti la comprensione rimarrà tecnica, quindi inevitabilmente superficiale. Esiste un principio, sia ecologico che biblico ( guarda caso le due cognizioni si sovrappongono ) che suggerisce di NON utilizzare le cose o le situazioni che abbiamo a disposizione per scopi estranei alla loro funzione originaria, strutturale. Si tratta della settima parola: non commettere adulterio. Adulterare significa infatti, dal latino: ad-àlterum, destinare ad altro.

Che si sia evoluta o che sia stata creata, una cosa, un oggetto, una situazione, sono destinate dal loro stesso esistere ad un uso preciso, perfettamente individuabile nella struttura della cosa stessa, dell'oggetto stesso, della situazione stessa ( adulterare non è necessariamente riferito a beni materiali, infatti ). Destinare quella cosa ad altro ( ad-àlterum ) significa commettere adulterio, come pure inquinare, immaginando di attribuire un senso esclusivamente laico ed ecologico al termine. Chiaro ?

Basterà un esempio, una nota che forse disturberà le smanie libertarie di alcuni, una nota che si riferisce ad una diffusa e delirante ossessione del nostro tempo bizzarro ( Feb 2017 ). Ci riferiamo alla pretesa del movimento omosessuale di sdoganare il rapporto omosessuale dalla diffusa ed antica idea di rapporto atipico o anormale, proponendolo invece un modo come un altro di vivere la propria sessualità. Bene. Basta riflettere sul principio dell'adulterio, che sia anche soltanto laico e/o ecologico, per comprendere come le dotazioni sessuali strutturali di maschio e femmina sono perfettamente predisposte per l'accoppiamento. Non altrettanto può dirsi nel caso di accoppiamento tra maschi: quel rapporto è viziato da adulterio, perché la struttura anale dell'essere umano ( maschio o femmina che sia ) non è fatta per ricevere alcunché. Quel rapporto può essere definito innaturale, non c'è di mezzo alcun moralismo, solo ecologia e buon senso: VERITA' PRATICHE.

Ora che ci siamo capiti, e senza mezze misure, possiamo estendere la riflessione sull'adulterio e raggiungere, con cognizione di causa, le profonde distorsioni della finanza così detta creativa. Facciamo ancora un esempio: l'uso dei CDS, i Credit Default Swap. Questi strumenti assicurativi, preziosi, sono destinati ad operatori che, esposti con un credito verso un dato paese, vogliono coprirsi dal rischio di default ( fallimento ) di quel paese. Acquistando un CDS emesso a copertura del paese in questione, quel creditore garantisce il proprio credito, pur sopportandone il costo.

Ma se le NORME consentono di acquistare CDS anche a chi NON HA crediti da proteggere, cosa diventa quello strumento di copertura ? Si trasforma di fatto in un derivato da speculazione, che sarà usato per scopi e fini molto diversi da quelli per cui è stato creato ( adulterio, ad-àlterum ). Questo fatto produrrà effetti distorsivi sui prezzi dei CDS, di tutti i CDS, coinvolgendo in questo gli effettivi, legittimi utilizzatori di quello strumento: i portatori di crediti da proteggere ed assicurare. Tali effetti distorsivi ( veloci altalene delle quotazioni ) si ripercuoteranno, inoltre, anche sui rendimenti del Debito Sovrano dei paesi coinvolti ( vedi andamento dello spread italiano nel 2011 ).

Vedete come sia corretto affermare che una FINANZA che precede l'ECONOMIA, anziché servirla, produca inevitabilmente danni.

Abbiamo raccontato dell'economa, che è una materia umanistica. Abbiamo ampiamente discusso e dimostrato, raccontando la cronaca del tempo nostro, come la finanza senza controllo e senza briglie sia pericolosa. Ora è giunto il momento di apprestarci all'opera finale: questa TEORIA e questo nuovo METODO, su cosa si basano, esattamente, e come si realizzano praticamente ...

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