Il rischio percepito ( emotivo - psicologico - esistenziale )

Abbiamo sin qui messo a fuoco alcuni nodi cruciali:

  • Il grande bivio del risparmiatore ( Azionista oppure Creditore )
  • La natura dell'uomo: supera i limiti della crescita e scrive la sua storia ( Genesi e Mimesi )
  • Il senso dell'altalena dei valori: analisi razionale, diversificazione e controllo, metodo e disciplina neutralizzano ogni tipo di evento negativo ( Rischio Tecnico )

Ne abbiamo messa di legna sul fuoco, non c’è che dire. Eppure non basta, non basta mai. Possiamo familiarizzare quanto vogliamo con i termini, entusiasmarci a dismisura per un approfondimento eclatante, ma se poi non trasformiamo tutte le informazioni acquisite in un nuovo abito mentale, in scelte e comportamenti diversi, aggiornati da tutto ciò che abbiamo letto e sentito, non abbiamo risolto nulla. Occorrono analisi nuove, reazioni nuove: noi siamo qui per questo.

Il meccanismo non è affatto automatico, insomma, anzi, il più delle volte non si attiva proprio. Vedete quanto sia difficile, per niente scontato, cambiare, e lo è in genere per tutte le cose: con fatica abbandoniamo la strada tracciata, quella abituale, per seguirne una nuova, ancorché studiata e verificata. Figuriamoci poi per un tema delicato e scottante come il RISCHIO. Sul rischio non si finisce mai di spiegare, raccontare, approfondire, tanto vasto e profondo appare il disorientamento delle persone nel nostro Paese ( Marzo 2009 ricordiamo Anna Maria Tarantola: profonda ignoranza del popolo italiano ).

Dunque essere informati non significa automaticamente anche trasformarsi, dunque evolversi, ricalibrarsi. Non vi è una cinghia di trasmissione che garantisca un risultato del genere, non funziona così. Riserve mentali, educazione, luoghi comuni stratificati, leggende, tutto ruota attorno a noi, contro di noi, e ci blocca: l’imprecisato annebbia la nostra autonomia di pensiero. Insomma, non vi è un interruttore da azionare. Basta riflettere sulle recenti, bizzarre vicende di Poste Italiane, l'Ente che viene percepito - con cieca fedeltà - Posto Sicuro da alcuni milioni di ignari, vecchietti pensionati. Leggete.

Insomma, subiamo una azione di normalizzazione dei dati, persino quelli che derivano da sentenze, in alcuni casi. Questa normalizzazione è vasta, poderosa e persistente. Produce un soporifero TG che esclude notizie scomode su alcuni:

- Gennaio 2016 PPTT riceve una sanzione di 540.000,00 ( Delibera AGCOM del 28 Dicembre 2015 ) per pubblicità ingannevole. Sui giornali appare ogni dettaglio della vicenda, si tratta di una pubblicità che girava in TV e su Internet, prometteva rendimenti non corretti, assente il nostro TG ...

- Autunno 2016 sui giornali esplode un altro scandalo PPTT, hanno rifilato ai loro vecchietti pensionati quote di Fondi Immobiliari, questi prodotti hanno subito PERDITE del 50%. Nel successivo Gennaio 2017 PPTT comunica che rimborserà i suoi vecchietti cs:

  • chi ha più di 86 anni riceverà il 100% di quanto ha investito;
  • chi ha meno di 86 anni riceverà invece solo l'86,5% di quanto ha investito, ma non avrà indietro i suoi soldi, perché si vedrà consegnare da PPTT una polizza !

Ora, dopo tutto questo sapete cosa accade ? Che all'AD di POSTE Sig. CAIO ( trasferito ad altro incarico ) viene riconosciuto pe ril 2016 un compenso di 1,46 ml di Euro ... dopo che la sua azienda ha combinato questi pasticci vergognosi: c'è forse un senso in tutto questo ? NO. In fondo sono soltanto trucchi, disseminati nella storia, trucchi che colorano di miraggi le nostre sensazioni e condizionano le nostre esperienze. Sino a diventare le nostre uniche esperienze. Trucchi. 

Analizzate ora questa breve storia. A proposito di trucchi.

Uno psicologo aveva in cura un gruppo di alcolisti. Egli si dannava perché voleva trovare un modo eclatante, forte, per dimostrare ai suoi assistiti quali gravi danni provocasse l’alcool. Finalmente trovò la soluzione. Alla successiva riunione pose davanti alla sua piccola platea due recipienti uguali, entrambi colmi di un liquido dello stesso colore: in uno, spiegò, vi era acqua fresca, nell’altro alcool puro. Davanti ai suoi pazienti pose un vermetto nel secchio con l’acqua: prese a nuotare, il vermetto, poi si diresse verso il bordo e cominciò a risalirlo. A quel punto il terapista sollevò l’animaletto e lo pose nel secondo secchio, quello pieno di alcool. Una scena tremenda si svolse allora sotto gli occhi di tutti: il vermetto fu consumato, corroso, bruciato, non ne rimasero che poche chiazze biancastre … Lo psicologo, soddisfatto, esclamò: allora, che morale possiamo trarre da tutto questo ? Dopo un primo momento di silenzio, dal fondo della sala, una voce: la morale ? Se bevi alcool ti vanno via i vermi !

Orbene.

La risposta dell’alcolista disorienta, quasi affascina, ma contiene - appunto - un trucco. Il furbacchione di turno mescola, confonde, conseguenze e problema originario, insomma suggestiona con una soluzione scintillante sul tema delle conseguenze dell’alcool sul vermetto, ma in effetti evita il tema di fondo … e non lo risolve !

Vedete, i trucchi sono all’origine del rischio, anche se in questo caso si tratta di un rischio non diretto, bensì derivato. Infatti i trucchi introducono nella cognizione del risparmiatore informazioni deformate, e sono queste che generano reazioni irrazionali ed emotive: è da queste informazioni deformate, non autentiche, che nascono comportamenti inadeguati: nel tentativo di fuggire dal rischio si finisce per rischiare di più. E allora: come riconoscere i trucchi ?

Semplice. Occorre dotarsi di un metodo, quindi applicare ai comportamenti il filtro della disciplina, collegata a quel metodo. Bene, sembra una cosa semplice ma non è così. C’è del lavoro da fare: bisogna mantenersi aggiornati, approfondire, fare tante domande, quindi riflettere, analizzare i dati, provare, transitare attraverso esperienze. Il metodo però non lo trovate su internet, o meglio, lì ne trovate a centinaia, ma qui occorre recuperare il buon senso. Analizziamo per bene le parole, ed iniziamo proprio dalla parola incriminata: COSA VUOL DIRE RISCHIO ?

Rischio vuol dire molte cose diverse, ma è davvero difficile stilare un elenco, che so: rischio di fare tardi, rischio di non capire mio figlio, rischio di non arrivare a fine mese, rischio di ammalarmi e poi rischio di non guarire, rischio di trovare chiuso il mercato, rischio di avere un incidente d’auto, rischio che il cibo mi vada di traverso, di non vedere una moto che arriva veloce mentre attraverso la strada, oppure di finire travolto dal metrò …

Il rischio ci segue e ci accompagna nella vita di tutti i giorni, ad ogni scansione del tempo, ma non ci pensiamo quasi mai. Tranne in alcuni casi, in cui decidiamo di affrontarlo, a viso aperto, e per questo ci prepariamo … per vincerlo e superarlo, indenni !

Insomma, non rinunciamo ad uscire di casa per questo. Molti di noi addirittura vanno a scegliersi il rischio come sport, come stimolo, passatempo oppure frusta emotiva: si fanno immersioni, si va in mountain bike, in mongolfiera, a cavallo, si scia su pendii verticali, ci si  lancia col paracadute, si fa free style sulla moto oppure ci si lancia da un  ponte trattenuti soltanto da un elastico … e via dicendo.

           

Assumiamo rischi, coscientemente, usando una semplice accortezza: prestiamo attenzione, ci alleniamo, ci prepariamo, ci informiamo … per quanto possibile. Tutto questo fa parte di noi, da sempre. Possiamo anche dire, senza timore di esagerare, che vivere fa morire. E’ una verità secca e sconcertante, ma è così che stanno le cose. Eppure non conosciamo persone che scelgano sul serio di NON agire solo per evitare i rischi, diciamo per conservarsi al riparo dagli errori.

Nel Vangelo c’è una parabola molto interessante su questo tema, la parabola dei Talenti, nella quale Gesù racconta una breve storia, ai suoi Apostoli, perché capiscano nel profondo il senso SANTO del fare, del mettersi alla prova, dell'impegnarsi ( non del successo o del trionfo, badate ):

( Matteo 25, 14-30 ) " … un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno, poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone … quando il padrone tornò volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: «Signore, mi hai consegnato cinque talenti, ecco, ne ho guadagnati altri cinque». «Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone». Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: «Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due». «Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone». Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: «Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. HO AVUTO PAURA e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo ». Il padrone gli rispose: «Servo malvagio e pigro tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre … “

Bene. Ora seguiteci, che passeremo in rassegna alcuni approfondimenti, utili per allenarsi, per prepararsi al rischio ed evitare i TRUCCHI mentali. Quelli a piene mani, li dissemina sulla nostra strada la altrui brama. Ed allora, in due parole, vediamo per bene cosa. Nel mondo degli investimenti, quali conseguenze potrebbe generare un rischio che si realizzasse ?

Soltanto due:

Una perdita ( in parte o tutto );

Una sfasatura temporale.

La perdita ( in parte o tutto ) rappresenta l’evento più cruento e significa esattamente ciò che il termine PERDITA rappresenta: il valore dell’investimento non tornerà mai più quello iniziale.

La sfasatura, invece, consiste in un disallineamento temporale che può avere a sua volta due sole  conseguenze: sfasatura cruenta, sfasatura innocua.

  • Sfasatura cruenta, perché in quel caso la mancata realizzazione del risultato ( al tempo x ) coincide con una effettiva diminuzione di valore, una PERDITA: questo accade quando l’investitore non può attendere di riassorbire la minusvalenza, il tempo a disposizione è scaduto e le risorse gli occorrono per altro … non può rimandare;
  • Sfasatura innocua, perché in questo caso l’inconveniente sposta in avanti il tempo di realizzazione, perché l’investitore può attendere che il tempo ripristini il valore finale atteso ( ci riferiamo ovviamente ad un investimento ben progettato di cui, sinora, non abbiamo riferito ).

In questo ultimo caso non vi è danno, magari disappunto, ma finisce lì. Vedete che parliamo di due aspetti del rischio molto differenti tra loro:

  • il primo ( la Perdita ) è un evento certo, misurabile, cruento, da evitare;
  • il secondo ( la Sfasatura ) è una errore di stima, con o senza conseguenze patrimoniali.

Ma ora qualcosa è accaduto: abbiamo appena preso contatto con un elemento nuovo, un elemento che copre l'intero campo di battaglia. Elemento poco frequentato, diciamo pure inatteso: IL TEMPO.

E’ il tempo infatti che può trasformare una Sfasatura in una Perdita, ed è proprio il tempo l’elemento che ci sfugge e che non possiamo programmare, su cui non ci possiamo impegnare, su cui non abbiamo potere. Avere oppure non avere TEMPO può fare una enorme differenza. Il rischio, in ultima analisi, è una variabile del tempo, non dell’investimento ( alle condizioni di cui sopra, ripeto, non ancora trattate ). Occorre capirlo bene, prima di investire. Il tempo produrrà quella maturazione necessaria a trasformare le risorse in un montante, puoi starne certo, ma quando ? Non lo sa nessuno.

Ma non basta. Per investire in tranquillità non basta ancora. Vedete come è duro il nostro lavoro. C’è da considerare un altro elemento decisivo: CON CHI.

Tutto ciò che è stato detto sul come e sul cosa salta ed evapora se non lo mettiamo in relazione ANCHE alla persona che guiderà questo cammino, a colui che traccerà la rotta e sceglierà il bastimento. CHI sarà in grado di rivelare i trucchi, senza appiattirsi sul politicamente corretto ? ( ... dovete sceglierlo voi, questo è il punto, allora approfondite e verificate ). Chi saprà evitare di scimmiottare il noto ed approfondire la realtà per come essa è, anche se celata dai vetri appannati delle apparenze, ma soprattutto per come questa realtà si evolve, negli aspetti finanziari come in quelli giuridici ?

Non esistono ricette magiche in questo campo, ma se volete diminuire l'incidenza degli errori dovrete - anche qui - seguire un metodo. E allora, persone adatte a ricevere una nostra delega dovrebbero possedere alcune caratteristiche:

  • capacità di ascolto
  • età adeguata e linguaggio semplice
  • sincerità e modestia
  • bassa omologazione e nessuna avidità

Andiamole a spiegare e verificare, velocemente:

  • Ascoltare è diverso da sentire, sforzatevi di capire se la persona che avete di fronte è animata da una sincera voglia di capirvi e di farsi capire, di conoscervi e di farsi conoscere. Un interlocutore sincero non teme di esporsi e non teme affatto di non piacervi;
  • Età adeguata significa esattamente ciò che il termine dice: attenzione ai ragazzi. Costoro, infatti, spesso presentano alcune criticità, che possiamo distinguere tra Sfera Personale e Sfera Professionale. Nella Sfera Personale ricade l’elemento anagrafico stesso, che spesso induce i giovani a lasciarsi coinvolgere in sfide, desiderio di emulazione e di vittorie, ma ancor più nel corretto che va di moda, tutti elementi che possono deformare la capacità di analisi. Nella Sfera Professionale – invece - la giovane età può costituirsi come elemento di fragilità, da riferire a due aree ben distinte: neo Diplomati e neo Laureati. Diciamo che un giovane Diplomato è poco preparato per il mondo degli investimenti con i suoi molteplici addentellati, non ha mai toccato con mano la realtà dei mercati. Un giovane Laureato invece, peggio ancora se munito di master in finanza ed economia, è pericolosamente sicuro di sé, del suo sapere teorico e non ha nozione del risparmio, quello vissuto dal punto di vista delle persone …
  • Linguaggio semplice, sincerità e modestia. Ebbene, si è diffusa a macchia d’olio negli ultimi anni l’abitudine di usare termini inglesi oppure tecnici e criptici, anche per spiegare cose semplici: nel linguaggio si cela gran parte della voglia di essere chiari e sinceri. Suvvia, non siamo in sala operatoria, dove solo i medici possono entrare e l’economia non è altro che l’affaccendarsi di persone attorno al tema della crescita e della sopravvivenza. Sincero è chi ammette anche di avere sbagliato, ma sincero è soprattutto chi riconosce al mercato il merito del rendimento e non lo trasforma in una vittoria personale: chi ruba al mercato il suo merito non merita quel risultato.
  • Una bassa omologazione la potete intercettare già nel linguaggio, chi parla come un notiziario ha ben poco di suo da raccontare. Quanto alla avidità basta verificare se il consulente monta storie particolari per giustificare le commissioni di entrata nei prodotti, se usa spesso polizze o vincoli o penali di uscita. Chi opera in tal modo ha come obiettivo implicito la sua fine mese, e questo è un bel guaio, davvero. Il guadagno deve essere una conseguenza e mai un obiettivo.

Queste avvertenza sono tracce, spunti, riflessioni. Il RISCHIO di sbagliare persona è sempre in agguato e si somma agli altri rischi che girano sul mercato, anche se quelli li abbiamo pur delineati e neutralizzati. Insomma, queste ultime avvertenze vanno usate con intelligenza e buon senso, evitando confondere la sostanza con le apparenze, anche se andare a fondo, approfondire, aiuta molto e fa sempre una gran differenza.

Per quanto riguarda il RISCHIO, attenzione a non confondere i temi reali ( tutti risolti e risolvibili ) con i deliri:

  • conoscete un medico che possa garantirvi una cura o l’esito certo di una malattia
  • conoscete un avvocato che possa garantirvi l’esito di un processo ?

Animo gente, quel che c'è non manca niente ( detto popolare Eugubino )

In quanto ai RISCHI, diamine, li corrono solo quelli immersi nel vivere !

 

 

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