Come si investe: talamo e corteccia

La Psicologia Economica studia gli effetti dell'emotività sulle scelte di investimento.

La PE, detta anche behavioral finance ( finanza comportamentale ), analizza gli aspetti meno scontati, più sottili ed incisivi che determinano ed influenzano le decisioni di investimento. Per capire quanto sia profondo questo condizionamento, Vi diciamo subito che la decisione o meno di investire ( nella più parte dei casi ) non ha nulla a che vedere con il danaro. C'è di mezzo la paura, quella sì. La paura di soffrire. Perché perdere soldi procura dolore. Un dolore che non si dimentica. Un dolore che condiziona la vita di chi lo ha provato, anche se la perdita si risolve. Quel dolore, avvertito anche per poco, anche una sola volta, segna di un tono indelebile la coscienza e condiziona le scelte, i racconti, il vissuto: quindi la storia di quella persona, ma anche la storia che racconterà - quella persona - circa gli investimenti.

Ovviamente parliamo di sensazioni. Non fa differenza, infatti, che l'investitore stia effettivamente realizzando una perdita. Basta che si convinca che la perdita sta arrivando, oppure che inevitabilmente perderà. Questo sarà sufficiente per scatenare la sensazione del dolore, dolore di perdere. Il peggiore dolore che c'è.


Occorre qui ricordare che l'atto di INVESTIRE è conseguenza di un lavoro paziente, anche certosino, nella più parte dei casi. Si lavora, si moderano i consumi e si risparmia, col tempo si ottiene un surplus. L'accumularsi di questo surplus, la semplice esistenza di questo surplus, genera sentimenti contrapposti che, per semplificare, definiremo: orgoglio e paura. L'orgoglio è una sensazione normale, scontata, che accompagna la persona che ha portato a compimento la sua opera, ha ottenuto una risorsa, ha accumulato. Dall'orgoglio derivano voglia di investire, consapevolezza, gratificazione, progetti.

La paura è invece una sensazione automatica che accompagna l'investitore, inconsapevole, se vogliamo. Si teme di perdere anche solo parte di quella risorsa così faticosamente accumulata, quel tesoro costruito nel tempo. Dalla paura derivano timore di perdere, insicurezza, ansia, diffidenza e pregiudizio.

Ecco, riproponiamo il nostro schema, dove abbiamo sintetizzato l'evolversi di queste passioni. In azzurro rappresentiamo la FILIERA DEL FARE ed in rosso la FILIERA DEL NON FARE. La contrapposizione di questi sentimenti può creare uno stato di FRUSTRAZIONE: la voglia di fare si scontra con la paura di fare e finisce che non si sa più cosa fare. Molto spesso, immersi in questo confuso tam tam, molti - afflitti dall'incubo del rischio - finiscono per rischiare di più ( per di più senza saperlo ) nel tentativo di non rischiare affatto.

Ora. Prepararsi ad una competizione richiede una analisi accurata del mezzo che useremo per la gara. I tecnici della Ferrari ( ad esempio ) studiano e testano le loro auto in ogni modo, più e più volte: questo consente loro di capire se tutto è a posto, certo, ma la loro verifica ha come presupposto che si sappia già dove è posto l'obiettivo e cosa occorre verificare. Ecco. Noi dobbiamo fare la stessa cosa. Per comprendere come funzionano i meccanismi della Psicologia Economica dobbiamo esaminare l'uomo. Di nuovo, vedete, torniamo all'essenza di tutte le cose, alla creatura per eccellenza.

LA MACCHINA UMANA ED I SUOI SENSI 

Osserviamo, usando la vista. Vediamo i colori del mondo, percepiamo le sue misure i suoi spessori. Siamo tutti profondamente convinti che le immagini elaborate dal nostro cervello corrispondano alla realtà, anzi ciò che vediamo corrisponde a ciò che è vero. Ma le immagini non sempre sono la esatta rappresentazione della realtà. L'immagine che elaboriamo è la nostra versione della realtà, non la realtà stessa. Spesso questa versione non corrisponde al vero, spesso la visione ci tradisce, ci offre una idea non conforme di ciò che è davanti a noi. La nostra vista - a ben vedere - non è un gran che, basta qualche trucchetto per farla vacillare. Vediamo come, vediamo quanto, bastano due flash:

Qualcosa di simile avviene anche a livello semantico ( si tratta di una libera iniziativa del nostro cervello ): in pratica la nostra macchina pensante, quando occorre, si sintonizza AUTONOMAMENTE ed AUTOMATICAMENTE su una sorta di sommaria interpretazione visiva, collegata alla memoria, quando - in un testo scritto - errori nella scrittura dovrebbero invece impedirne una corretta lettura ( figura a sinistra qui sotto ). Sul tema della stratificazione delle esperienze, tema culturale dunque personale, è invece stato dimostrato come il vissuto storico di ciascuno o di ciascuna età ... influenzi l'interpretazione istintiva delle immagini ( figura a destra qui sotto ). Vediamo come e quanto ...

Dunque, l'essere umano percepisce la realtà ( anche quella economica ) attraverso una serie di strumenti sensoriali e culturali a dir poco approssimativi, la sua dotazione tecnico-percettiva non è proprio infallibile, sarà bene ricordarlo. Alcuni di questi MEZZI sono meri strumenti tecnici, acquisitivi, quindi culturalmente asettici benché fallibili ( vista - udito ). Altri invece sono rappresentati da vere e proprie mediazioni mentali: si elaborano le informazioni acquisite e si trasformano in un giudizio, lo si archivia nella memoria e diviene punto di riferimento per il futuro ( cioè pregiudizio ). L'uomo userà dunque questi cataloghi interni personali per decifrare ed interpretare le questioni economiche da quel momento in poi. ECCO QUAL'E' IL PROBLEMA. Le esperienze non vengono archiviate TRA PARENTESI ( cioè inserite in un tempo ed in un luogo ), ma divengono LA CONOSCENZA. Da quel momento quella esperienza determina la cognizione sull'intero TEMA, non è più soltanto un episodio. Sarà il punto di riferimento per tradurre gli avvenimenti futuri.

Dunque le persone hanno mappe mentali strutturate secondo questi schemi. Sono disabituate al confronto, fisse sulle convinzioni, pigre, come fossero statue di marmo. Zero verifiche sul campo. Dogmi, incrostazioni di pensiero, scogli e fantasmi. Un mondo di caos, spacciato per un mondo di certezze. In tal senso l'allarme di Anna Maria Tarantola - Marzo 2009 va ripetuto e ricordato: LA SCARSA CONOSCENZA DEGLI ITALIANI DEI CONCETTI DI BASE DI ECONOMIA E FINANZA SI CONFIGURA COME UNA VERA EMERGENZA NAZIONALE

Tutto questo impedisce alle persone di esaminare con distacco la realtà. Si finisce per definirla a tavolino, aprioristicamente. Non c'è da stupirsi che gli operatori e le istituzioni si adattino a questa pigrizia e forniscano a questi modelli di risparmiatori un surrogato di investimento, fuori da ogni reale logica economica e finanziaria: prodotti di plastica, per investitori di latta. Ma vediamole, allora, queste ennesime distorsioni psicologiche ed emotive, questi terribili luoghi comuni ( siamo a livello di GOVERNO LADRO ! ):

 

VOCI E CONGETTURE DIVENTANO INFORMAZIONI              I TASSI AUMENTANO SEMPRE  !!  ( ecco il grafico tassi 95-2004 )                          

  

IL MATTONE CRESCE SEMPRE ! ( grafico case 36 anni - 3 cicli negativi )  IL DEBITO PUBBLICO E' STABILE ! ( grafico volatilità BTP-CCT )

Chi non ricorda gli anni di crisi del mattone in Italia ( 1992-2002 ) ? Noi si, perfettamente, i costruttori ti tiravano le villette a schiera invendute ( due livelli con piccolo giardino  ) a 85-90 milioni di Lire pur di non fallire. Durò 10 anni quella crisi, la vedete rappresentata nel ciclo IV del grafico sopra, a sinistra. Oggi nessuno ricorda, oggi che di nuovo il mattone spurga con violenza i suoi eccessi ( Aprile 2012 ) e tutti ancora cosa dicono ? ... IL MATTONE NON DELUDE MAI  !!

Come se non bastasse, a tutto questo si aggiungono anche informazioni inaffidabili esterne: racconti a caldo di persone deluse, storie di guadagni facili realizzati in un giorno, anche truffe. Nei notiziari fioccano titoli del tipo: oggi bruciati in Borsa 50 miliardi ! ( nulla di più falso, lo abbiamo già detto, la Borsa non brucia nulla, trasferisce valore e basta ). Questo non aiuta certo a vedere chiaramente come stanno le cose. Diciamo che alle difficoltà oggettive del quadrante personale si sovrappongono difficoltà oggettive del quadro sociale-istituzionale, dell'ambiente circostante ( parenti - amici - sentito dire - TV - media ). A proposito dei media, è intrigante rileggere oggi con quanta fantasia empatica un importante giornale specializzato predisponeva ( senza il minimo equilibrio ) la sua prima pagina il 24 ed il 27 Settembre 2002: a distanza di TRE giorni questo giornale ribaltava la realtà, come se la realtà fosse una monetina per tentare la sorte ...

  

Tutto qui ? Nemmeno per sogno. Ci sono anche ed ancora i comportamenti utilitaristici, gli abbagli dell'istinto, del desiderio e della competizione ( come abbiamo detto in premessa ): la voglia di non perdere, o la voglia di arraffare e superare gli altri, di anticiparli, fa volare la coscienza sopra le righe della ragione ( come la sindrome di Paperone ). Insomma appanna il giudizio, vediamo di nuovo quanto e come ...

    

Al centro della scena c'è sempre la frenesia umana, la nostra incapacità istintiva di riflettere, una sorta di pazzia, e poi signori l'avidità. Accesa da aspettative di guadagni sempre crescenti, genera un ottimismo irrazionale e contagioso ( mìmesi, ricordate ? ) completamente scollegato dalla realtà. A questo segue una drammatica sensazione di finire completamenti rovinati, azzerati. Un processo altrettanto violento ed inarrestabile che travolge tutto. Fu così con la bolla dei Tulipani ( esplose in Olanda il 5 Febbraio 1637 ). Fu così per le dot.com ( 2000 ). E' stato così per i Sub Prime ( 2008 ). Oggi rischiamo la stessa micidiale delusione per via dell'abbraccio mortale con le criptovalute, osannate dal pubblico come da moltissimi analisti senza riflettere sul fatto che non contengono nulla e non hanno nemmeno i requisiti minimi - allo stato attuale - per esser assimilate a delle vere e proprie ASSET CLASS ( Novembre 2017 ). 

PERCHE'  TUTTO  QUESTO  ? 

Non c'è una risposta univoca, lo abbiamo  ben visto. Possiamo dire che il nostro cervello interpreta gli stimoli utilizzando TALAMO  e CORTECCIA. Sul mix di utilizzo non è dato sapere, ciascuno ha il suo. Ma c'è da ricordare che il Talamo è sede della emotività, della istintualità, mentre nella Corteccia risiede la nostra capacità raziocinante. Siamo un groviglio di pulsioni e geometria. Siamo imprevedibili. Che meraviglia ! Non a caso la rivista americana SCIENCE ha scritto: " GLI ESSERI UMANI NON SONO RAZIONALI. ALLORA PERCHE' LE TEORIE FINANZIARIE ASSUMONO CHE LO SIANO ? " ( 12/12/2008 ). Provate a rispondere.

Ora. Comprendere il ruolo che giocano le deformazioni interne ed esterne è fondamentale per disinnescare l'irrazionalità: solo dopo aver acquisito consapevolezza di queste derive inquinanti si riesce a governare la PAURA. Infatti la PSICOLOGIA ECONOMICA non serve ad eliminare LA PAURA ma soltanto a gestirla, ad inquadrarla in una cornice di contenimento fatta di conoscenza di noi stessi, innanzi tutto, e dei meccanismi di funzionamento del sistema. Perché la risposta finale, quella che risolve tutto definitivamente, è una, ed una soltanto: ORA CONVIVO SERENO CON LA MIA PAURA ... PERCHE' HO SCOPERTO CHE NON C'E' MOTIVO DI AVERLA.

Bene, ora Vi sarà forse più chiaro quale beneficio può portarVi l'opera del Consulente: non è soltanto la scelta del dove, non è soltanto il controllo durante. C'è di più. C'è un argine alla PAURA, un freno all' INCOSCIENZA. Perchè noi Vi diciamo di INVESTIRE, certo, ma Vi esortiamo anche a NON FUGGIRE PER PAURA. Chi investe lo fa per guadagnare, ma chi resta investito guadagna più di chiunque altro.

Ora Vi forniamo una serie di testimonianze sul tema, perché su questa materia si potrebbero passare ore ed ore a disquisire, non finiremmo mai. La PSICOLOGIA ECONOMICA è fatta di mille rivoli ma di una sola, grande, ATTENZIONE. Dunque ecco a Voi alcuni spunti, la strada Vi è nota, ormai ...

  

  

  

Sarebbe sufficiente tornare bambini, anche solo per poco, giusto il tempo di recuperare una qualche forma di trasparenza e tranquillità, rispetto alle cose del mondo ... In fondo si tratta di riflettere, da persone intelligenti, sui dati econometrici del mercato: dati accumulatisi per oltre un secolo. Poi trascinare quella consapevolezza nei bachi e tra i filacci delle pulsioni negative ( chiamateli pure bias ).

E' davvero tanto difficile partecipare al mercato e vincere tutti i premi che da sempre distribuisce ? No che non è difficile, basta avere INTENZIONE, METODO E DISCIPLINA, come non ricordarlo !

Dunque, andiamo avanti. Ci siete ?

 

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