Cosa vogliamo dire

L'articolo precedente ( Dove vogliamo andare ) terminava con un invito: mettere mano alle soluzioni (con l'euro o con la lira, non ha importanza) purché fossero soluzioni. Ecco, a leggere l'articolo di Lamberto Lambertini (sotto riportato) ci è sembrato come il classico cacio sui maccheroni. L'articolo è stato pubblicato da F&Mercati il 28 Giugno 2012.

Lasciateci dire ... cari lettori, è fondamentale dare voce alla verità, dire ciò che va detto e non rinchiudere ogni volta l'eco dei discorsi nell'involucro di ciò che viene considerato "opportuno", di volta in volta. Questo modo di fare, se protratto per un tempo abbastanza lungo, crea e radica una cultura della mediazione che è di fatto nemica del dovere, del merito e del fare ( appunto tre tipiche debolezze italiane ). Produce inoltre, a livello politico, una sorta di sindrome della rappresentanza senza fine, un vero veleno per la democrazia, che trasforma la società in una pletora di conflitti, tutti doverosamente mediabili, ma proprio per questo irrisolvibili.

Suvvia, un modo tutto teorico di fare Stato che nella pratica fa il verso ai veri luoghi sacri della mediazione, quella utile, risolutiva: la mediazione politica. I danni provocati da questo scimmiottare la democrazia sono sotto gli occhi di tutti.

Non è un caso che nel nostro Paese ci ritroviamo a confrontarci con una massa di controparti che si rinnova e si espande senza fine, ma vediamo:

partiti e sindacati in quantità industriale - movimenti - circoscrizioni - comuni - comunità montane - comunità mondane - comitati - provincie - regioni - associazioni d'ogni tipo - ordini professionali - camere di commercio - movimenti etici - movimenti di genere (femministe, omosessuali) - centri sociali - comitati di quartiere - rappresentanti di classe - consigli di classe - rappresentanti dei genitori - consigli di istituto - comitati di occupazione - manifestanti & manifestazioni - lobby dei tassisti - lobby dei controllori di volo - lobby degli autotrasportatori - lobby delle quote latte - lobby degli appalti - lobby dei costruttori ( ma quanti centri commerciali occorrono in una città ? ) - lobby dei consulenti - lobby dei giornalisti - scioperi bianchi - scioperi selvaggi - scioperi & scioperanti - ponti degli insegnanti - insegnanti precari - no tav - no discarica - no  centrale - no tangenziale - no a tutto - diritto alla salute ( ma se ti ammali ? ) - diritto allo studio ( ma se poi non studi ? ) - anarchici - referendum abrogativi - referendum propositivi - spinello libero e via dicendo, potremmo continuare per ore !

Questo vizio di mediazione e rappresentanza ha trasformato la nostra antica cultura del saper fare, dal sapore piacevolmente artigiano, cultura attiva e fattiva, orgogliosa e dinamica, in provincialismo bigotto e moralista ... divenuto oggi anche sindrome del politicamente corretto. Tutto questo ha corroso, passo dopo passo, anche l'orgoglio nazionale (già duramente provato dalla guerra civile negata) ed ha finito per trasformare la nostra identità in una specie di colpa: come se non fosse giusto, anzi legittimo, rivendicare il diritto a voler custodire e conservare la propria matrice culturale, il proprio modo di vivere e di sentire.

In un tessuto politico e culturale così chiuso, distorto, non stupisce che abbiano raggiunto il successo alcuni furbacchioni che hanno trasformato la cosa pubblica in un colabrodo di corruzione e welfare scellerato, insostenibile. Solo in un ambiente così intrecciato e compromesso con l'ipocrisia (in cui spesso si sono distinti anche molti, troppi cattolici) potevano trovare voce, carriera, danari e potere tanti personaggi mediocri, ma profondamente avidi e scaltri ... ieri come oggi.

Ecco perché è fondamentale sapere per bene cosa fare e cosa dire. Ma poi occorre dirlo e farlo, sul serio, finalmente, per cambiare. Ora non divaghiamo, a voi l'articolo di Lamberto Lambertini dedicato, guarda caso, alle Fondazioni Bancarie:

 

Dobbiamo parlarne e parlare. Proprio così, parlarne e parlare. Soltanto la resa di quelli che amano la verità può lasciare campo libero a costoro. Ma la resa, purtroppo, a volte arriva anche per sfinimento.  

Non li faremo mica passare ... ?

 

 

 

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