Contromisure

Abbiamo già analizzato il quadro di riferimento del sistema bancario, la sua evoluzione. Abbiamo visto che la ipocrisia della efficienza formale ( la stessa che ha originato nel tempo il documento must del falso = il bilancio ) escogitò meccanismi di esternalizzazione e ristrutturazione dei rischi ( all'interno della deriva OTD ) convincendo sé stessa ed i suoi sponsor rituali che l'operazione era ben congegnata: aveva un senso teorico-dottrinale, aiutava a risolvere il rapporto tra bilancio e contabilità dei rischi, faceva guadagnare bei soldi ad una pletora di figure economiche ( incrementando occupazione e percezione di ricchezza ), aiutava a mantenere una buona crescita del PIL ( che è cosa ottima per i politici ), pareva non avere conseguenze negative o controindicazioni ( sic ! ).

Per ogni mutuo erogato, in linea di principio ma anche in pratica, deve esserci a monte una raccolta di risparmio a medio-lungo termine. Ma se questo non accade, visto che rigiriamo quel credito più e più volte, finisce che eroghiamo ogni volta gli stessi danari del primo mutuo. In tal modo immettiamo nel sistema una ricchezza che non esiste ( non c'è pari raccolta di risparmio, infatti ) e costruiamo una finanza di carta ( non ha collegamenti con l'economia reale, con le persone, le famiglie ... ecco perché mi lamento per la mancanza di un'idea antropologica dell'economia ).

Quando l'incanto del gioco svanisce ( eccome se svanisce ! ) resta la carta ... la finanza scompare !  A quel punto il mercato si ritrova a corto di soldi veri, nessuno più ne possiede davvero ( di quelli che hanno manomesso il mercato ) e nessuna banca si fida delle altre ( credit crunch - le Banche non si prestano soldi ).

Le Banche Centrali intervengono, come sono intervenute, per sostenere il sistema bancario: offrono liquidità illimitata, prestiti a tassi stracciati ( le cd manovre espansive ). Ma se non basta intervengono acquistando le banche in difficoltà ( con danaro pubblico ovviamente ) proprio per evitare che la paura crei file di depositanti agli sportelli ( vedi le immagini della grande depressione USA del 1929 ). Fanno testo i salvataggi posti in essere nel 2008 dagli USA dei colossi americani ( Too Big to Fail ) e la nazionalizzazione del gigante inglese RBS, Royal Bank of Scotland, in Europa. Tutto, rigorosamente, finanziato con il debito pubblico.

Questo fu fatto, diciamo che non si poteva prescindere.

Ma fu anche individuata la matrice del disastro ? Si pensò di regolamentare il moltiplicatore dei crediti ?

Ecco. Il mondo si mosse in modo organizzato e coerente, ma solo sul tema della liquidità. Ne fu immessa moltissima, lo fecero tutti, in modo coordinato e robusto. Il sistema tenne, e fu salvato da una serie di possibili fallimenti ( ne sarebbero avvenuti ovunque ) che avrebbero portato gli sportelli bancari a non restituire i soldi dei depositi ai privati. Bene.

Gli stati però affrontarono il problema globale con approcci nazionali, ciascuno per sé. La pratica illusoria di eliminare i rischi dai bilanci ( OTD e dintorni ) era ed è una strategia di "sistema"; una strategia che riguarda tutto il mondo bancario: quindi il sistema degli scambi internazionali. Se c'è globalizzazione dei mercati, come è vero che c'è, dovrebbe essere globale anche l'approccio per risolvere i problemi. Il tema è ineludibile, infatti è stato ignorato.

Così è accaduto che gli States, ed in generale il mondo Anglosassone ( origine del bubbone ), si sono affrettati a salvare le proprie istituzioni banco-finanziarie ( che poi sono i riferimenti globali dei mercati ) perchè non vedevano alternative utili migliori di quella. Hanno deciso cosa fare e lo hanno fatto, velocemente. L'Europa invece ( tranne la Germania ) arrancava dietro iniziali rassicurazioni, ancorché frammentate e distinte tra Stato e Stato: le nostre banche non parlano inglese, diceva Tremonti, ma poi si è visto come è finita ). La solita Italietta-Europeetta velleitario-mercatista, unita solo dalla moneta ( ... e non è vero nemmeno questo ) mentre rimane e rimane divisa nei popoli, con l'aggravante di fare finta di non saperlo ( quanto è diffusa l'ipocrisia dei valori sbandierati e NON vissuti dai popoli ). La struttura politica dell'Euro, dunque, non aiutò, certo non aiuta. Anzi, mise in luce la fragilità del meccanismo di "unione", imposto dalle cancellerie e non voluto, non condiviso veramente dai popoli, non accompagnato da uniformità legislative fondamentali come la legislazione del lavoro e la legislazione fiscale ( questa divisione, questa separazione di interessi, questa ipocrisia, è stata confermata e resa eclatante nel corso delle recenti vicende Libico-Nord Africane, affrontate da alcuni stati europei in spregio ai legittimi interessi economici e territoriali Italiani - Mz 2011 ).

In tutto questo la Cina, che influenza l'andamento dei mercati in virtù della mole dei suoi volumi, rimase fuori, perchè è fuori dagli schemi del libero mercato, dalle sue leggi. ll suo cambio, infatti, è imposto e non negoziato liberamente, le sue borse sono "aperte" solo in parte ed i suoi cittadini non possono investire fuori del loro paese ( tutto questo contribuisce a gonfiare il valore del mercato immobiliare interno e l'inflazione ), la sua economia è a struttura dirigista. La Cina è inoltre vincolata da un rapporto di dipendenza incrociata con gli Stati Uniti, di cui è il primo creditore per debito pubblico ( Treasury ) e per questo è il paese più esposto alle oscillazioni del dollaro USA, con ciò che questo comporta. Segue, la Cina, un inedito, personalissimo progetto per uscire dal socialismo reale - mai tentato prima da alcuno - sinora portatore di un discreto successo.

Gli ex emergenti asiatici ( Cina e India ) possono certamente dare una mano all'economia del mondo - con i loro volumi di crescita - ma è certo che la soluzione al problema deve trovarla chi l'ha prodotto.

Torniamo ora in occidente.

Un pò ovunque - dopo lo scoppio della crisi - si è pensato di mettere un freno ai "bonus" miliardari dei managers, ai loro meccanismi di computo e di erogazione. Questi premi, infatti, per come erano congegnati, inducevano il management ad operazioni di grande impatto ma di scarso respiro pluriennale: i loro bonus erano legati al volume degli utili e non alla struttura del patrimonio, oppure - come dire - all'espansione del fatturato e molto meno alla stabilità di m/l termine della azienda stessa. Questo primo passo è stato compiuto, sono stati ridotti i bonus ed è stato modificato quasi ovunque il meccanismo di computo ed il referente contabile. Patrimonio e stabilità, come dire, e non più utili eclatanti, persino episodici ( ma questi utili e questi bonus sono tornati di moda in un batter di ciglia ).

Può bastare questo ?

Certamente no. La molla che ha fatto deragliare i vagoni del treno non sta nel pur deleterio effetto "bonus". Quella era una conseguenza, non la causa. Per entrare nel merito occorre ritornare ad una ortodossa interpretazione del rapporto tra economia e finanza; ma per far questo bisogna ricondurre le cose, le tessere del mosaico, nella loro cornice di competenza. Cominciamo allora a ricordare cosa sono economia e finanza e come si relazionano tra loro, con un esempio banale:

A) Produco giocattoli, vendo un cartone di orsetti ad un negozio, pagam. 60 gg, consegno la merce, fatturo la vendita: questo è un fatto economico

B) Chiedo alla banca un anticipo sulla fattura, incasso subito il 70% e dopo 60 gg il restante 30%, pago gli interessi: questo è un fatto finanziario

Come vedete è vero che la finanza è uno strumento al servizio dell'economia ... ma solo se si mantiene nell'ambito di un rapporto conseguenziale. Vediamo ora lo stesso esempio riproposto sotto forma di finanzaa creativa, sub-prime:

A) Produco giocattoli, vendo un cartone di orsetti ad un negozio, pagam. 60 gg, consegno la merce, fatturo la vendita: questo è un fatto economico

B) Chiedo alla banca un anticipo sulla fattura, incasso subito il 70% e dopo 60 gg il restante 30%, pago gli interessi: questo è un fatto finanziario

C) La banca non vuole tenere fermi i soldi che mi ha anticipato per 60 gg e cede il credito che vanta nei miei confronti ad un Veicolo, questi lo cartolarizza ( lo trasforma cioè in una obbligazione garantita dalla fattura ceduta ) e vende sul mercato quella obbligazione, che diviene oggetto di libero scambio. Con i soldi subito incassati dalla cessione la banca anticipa una nuova fattura, e cede di nuovo il credito e di nuovo e di nuovo, finchè si può, perchè questo produce utili: ecco un fatto di finanza cd sub-prime.

Nel primo caso ( tanto per capirci sulla gravità e sul valore delle conseguenze ) i soggetti coinvolti sono tre: il venditore di orsetti, la banca, il negoziante. Nel secondo caso si aggiungono il Veicolo più un numero imprecisato ed imprecisabile di persone: non puoi sapere quanti sono gli acquirenti dell'obbligazione cartolarizzata, quanto passerà di mano ! 

Ora, se l'acquirente dei giocattoli non paga la fattura, l'inadempienza ( nel primo caso ) coinvolge soltanto i soggetti attivi, diciamo firmatari: fornitore, cliente, banca. Nel secondo caso, invece, i soggetti coinvolti son un numero imprecisato, indefinibile. Si tratta inoltre di soggetti passivi, inconsapevoli. C'è infatti di mezzo l'intero Veicolo, che contiene quella e molte altre obbligazioni, ma non è tutto. Oltre al Veicolo sono coinvolte anche tutte le parti che hanno interscambiato da e con il Veicolo flussi di pagamenti e che poi - a loro volta - hanno interscambiato sul mercato quegli strumenti, utilizzati come vera e propria carta-moneta ... Moltiplicate tutto questo per il volano dei mutui, potrete così immaginare cosa sia accaduto al sistema quando gli immobili hanno iniziato a smettere di aumentare il loro valore, sino ad avere ipoteche che valevano meno del debito residuo !

Osservate il grafico qui accanto e capirete cosa significa VERAMENTE bolla ( più avanti quello dell'oro ).

L'impetuoso aumento di valore di un asset, concentrato in un periodo molto breve, è uno degli indicatori più affidabili per riconoscere il formarsi di bolle ... visto che molti analisti tecnici confondono le bolle con i trend pluriennali basati su fondamentali economici. Osservate in tal senso il garfico dell'oro - che proponiamo subito dopo - e percepirete immediatamente la differenza. Differenza che appare in tutta la sua evidenza anche se il grafico dell'oro è limitato ad un periodo di vent'anni e presenta - di conseguenza - un irripidimento maggiore rispetto a quello ben più corposo delle case, che invece si riferisce ad un periodo di 120 anni e riguarda un bene primario, non un lusso o un bene rifugio ! ( 1890 - 2010 ). Insomma signori: è bolla ogni volta che un fenomeno economico espande i suoi volumi in modo del tutto scollegato dall'umano fare, disfare, acquistare, vendere, accumulare, dall'umano vivere. Fuori da questo intreccio, l''intreccio con l'uomo, l'economia è una farsa, e produce tragedie dopo farsesche espansioni !

Approfondire, conoscere, analizzare le dinamiche socio-economiche e culturali delle vicende ( insomma la visione antropologica del mercato ), aiuta a comprendere l'importanza del corretto equilibrio che deve esistere tra economia e finanza, produzione di beni-servizi e domanda reale. Questo vuol dire anche molte altre cose ma, in linea di principio, possiamo dire che occorre controllare che la finanza strutturi ed usi i propri prodotti per servire l'economia e non per stimolarla, inventarla, non per sostituirla, non per scavalcarla ( al solo fine di far soldi facilmente ... ma sulla finalità avevamo già capito tutto, o no ? ).

Ecco che alla luce di queste riflessioni appare chiaro quale dovrebbe essere il senso di una riforma del sistema: evitare abusi ed  eccessi, evitare adulteri ( laddove per adulterio intendiamo l'uso di qualcosa per fini diversi da quelli per cui la cosa stessa è stata creata ). Quindi controllare le dinamiche, non lasciare totale campo libero al mercato. Ve lo dice qualcuno che ama il libero mercato.

Ma il libero mercato è abitato anche da avidi e viziosi e costoro, se lasciati fare, attraverso la fantasia della finanza, possono garantirsi di vivere da pascià senza merito ( se non quello di una cinica scaltrezza ), piegando ai loro scopi l'economia, anzichè servirla. Con danno per tutti, visto che poi qualcuno che paga bisogna pur trovarlo.

Basta un esempio sui mutui per capirci facilmente: ha senso cartolarizzare sistematicamente i crediti, è utile ? No, non ha senso la sistematicità. Produce distorsioni  nell'economia, inducendo inoltre in chi deve deliberare le concessioni creditizie leggerezza di comportamento, lo abbiamo già visto e spiegato. Potrebbe avere senso questa attività, se fosse regolamentata, controllata e subordinata ad un rapporto percentuale tra crediti ceduti e monte crediti, oppure utilizzando un rapporto collegato a coefficienti da stabilire, ad esempio. E poi. Ha senso cartolarizzare tutti i mutui ? No, proprio no. Si dovrebbe limitare questa possibilità - quanto meno - ai mutui più tradizionali, quelli - per intenderci - dove il mutuatario non ha motivo di scambiare il mutuo per un affitto: i mutui fondiari, quelli che non superano l'80% del costo di acquisto della casa, quei mutui dove il debitore ha messo nell'acquisto danari propri ed ha molto da perdere se interrompe i pagamenti.

Negli States stanno introducendo una riforma ( la Dodd-Frank del 2010 ) che prevede che una Banca che cartolarizza un credito ne debba comunque detenere almeno il 5% anche dopo la cartolarizzazione. 
Come vedete è possibile ripristinare un certo equilibrio nelle cose, vie di uscita utili per tutti. Certo che non si possono armonizzare TUTTI gli interessi, vanno tutelati solo quelli effettivamente legati all'attività economica reale, questo è corretto e ragionevole.

Vi mostriamo con piacere un recente articolo, dove si riferisce che l'Ente americano di tutela dei depositi ( FDIC ) sta pensando di elaborare un meccanismo simile a quello da noi sopra suggerito, per subordianre la cessione dei crediti a requisiti predeterminati ( il limite del mutuo fondiario, ad esempio, l'80% ). Siamo ancora alle ipotesi, ma la traccia è giusta, almeno negli USA. Quando se ne parlerà da noi ?

Vi siete mai cimentati con un puzzle, un mosaico ? Chi lo ha fatto sa che prima d'ogni cosa occorre ricostruire la cornice. Se non posizioniamo correttamente la cornice non è possibile mettere al loro posto le altre tessere. Nel caso del mercato, tra le tessere da posizionare ( e parliamo di tessere di grande rilievo ) ci sono anche alcuni protagonisti di primo piano: BANCHE E RETIAndiamo a vedere come se la sono cavata.

 

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