Origine della crisi

L'economia si manifesta - da sempre - sotto forma di cicli. Basta osservare i dati per averne conferma o chiedere ad un passante: la ciclicità dell'economia è una cosa intuitiva, per tutti. Poco trattato, però, il tema delle motivazioni. Come mai è così ? Insomma, conoscere un fenomeno è un conto, analizzare le sue origini è altro.

Attraverso l'analisi antropologica ed il ragionamento, dunque, possiamo giungere ad individuare quei meccanismi umani, comportamentali ( ma sarebbe meglio dire mimetici, imitativi ), che imprimono all'economia questa eterna, strutturale dimensione altalenante. 

Torniamo a noi. Produzione e consumi tendono storicamente a non rimanere in equilibrio. Non è un caso. Essi sono alimentati dal materiale più instabile che ci sia nell'universo: la creatura umana. Questo essere modifica continuamente propensioni, gusti e desideri. Riallinea il proprio discernimento ed il proprio gusto incessantemente, così i suoi giudizi di valore risultano instabili, ciclici diciamo. Quindi, nello stesso istante in cui si realizza un equilibrio tra produzione e consumi, intervengono modificazioni, anche rilevanti, nelle scelte dei consumatori ( bombardati in questo da continue evoluzioni dell'offerta che tende a promettere sempre di più e sempre meglio ). Che dire: nuovi brevetti, nuovi gusti, nuovi modi di intendere l'esistere rispetto al consumare, per tipo e quantità. Rivoluzioni e stravolgimenti che si ripercuotono anche sui rapporti sociali ed alterano volume e tipologia della domanda, disfano e modificano il precedente equilibrio. Tutto questo costringe l'economia a rivedere forme, colori, produzione, approccio e struttura. Tali modificazioni, tali cicli, vengono unanimemente identificati, definiti, come processo evolutivo, progresso del genere umano, ma molto spesso - a ben vedere - ciò non corrisponde al vero. O meglio, non sempre, non automaticamente, la ciclicità strutturale dell'economia rappresenta un avanzamento del nuovo ciclo rispetto a quello che lo ha preceduto. Ciò per il semplice fatto che non sempre le evoluzioni dell'economia producono ( parallelamente ) anche un diffuso miglioramento della qualità di vita, per tutti.

La conseguenza del nostro istinto mimetico è la instabilità, e questo ci impone di ricondurre l'economia e le scienze ad essa connesse nel grande calderone delle materie umanistiche ( Adam Smith era un filosofo ). Compreso questo, potremo evitare di meravigliarci per l'ondeggiare dei cicli, e smetteremo di immaginare oscuri manovratori, carbonari o lobbisti come unici responsabili delle nostre disgrazie ( esistono pur tuttavia, tali figuri ... ).

E così a cavallo del millennio ( 1999/2000 ) incappammo nella crisi cd della web-economy. Una bolla, come si dice. Poi ci travolse la follia islamica, quella che portò uomini di fede musulmana ad immolarsi per castigare l'occidente infedele e corrotto: l'11 Settembre 2001 ( 2.974 vittime innocenti ).

Da quell'incubo conseguirono guerre, ma anche una lunga ripresa economica: quasi 5 anni di espansione importante ( 2003-2008 ) quindi una nuova bolla, questa volta sistemica, strutturale, che ancora oggi ci attanaglia mentre ne scriviamo ( Maggio 2011 ).

Cosa vuol dire Sub Prime ?

Sub + Prime = sub (sotto) + prime ( termine inglese che designa una tipologia di clientela affidabile, facoltosa, primaria ). A questa clientela prime le banche hanno sempre riservano i migliori tassi ( il cd prime rate ). Sub Prime sta dunque ad indicare che ci troviamo ben lontani dalla soglia che identifica la primaria clientela.

FINANZA: CHE TERREMOTO !

C’è un solo elemento che può spiegare la lunga serie di avvenimenti negativi, a volte anche sconcertanti, che dal 2008 ad oggi hanno animato ( animano ) la cronaca finanziaria del mondo: il cambiamento. Una  silenziosa, sotterranea, epocale ridefinizione di ruoli ed equilibri che la globalizzazione ha prodotto, e continuerà a produrre, come conseguenza della sua apparente inarrestabile affermazione. La globalizzazione ( occorrerà capirlo ) non è una maliziosa strategia di conquista posta in essere da chissà quale  cricca, ma la puntuale conseguenza di una progressiva e diffusa idea di liberalizzazione che ha conquistato passo dopo passo l'idea di futuro di una enorme parte di popolazione occidentale. A partire dal crollo della ideologia comunista, ha lentamente provveduto a liberarci da ogni tipo di remora ( economica come morale ) rispetto all'idea di felicità individuale, di godimento individuale, di affermazione individuale: l'INDIVIDUO si è trasformato nel centro, unico ed esclusivo, di una ricerca della felicità fine a se stessa, appunto individuale. 

Non è stata la crisi Sub Prime a produrre il cambiamento, bensì il cambiamento a produrre la crisi, come ?

GUERRA FREDDA: LA FINE DEI BLOCCHI ED IL MERCATO GLOBALE

Nel 1989, con il crollo del Muro di Berlino e l’universale avvento di Internet, si è avviato un movimento trasversale che, partendo da una idea di mondo completamente libero ed interconnesso ( libero da vincoli etici o morali, per intenderci ), ha immaginato una mobilità di mezzi e di persone senza limiti. Tutto questo nella convinzione, più o meno in buona fede, o nella convenienza di poter garantire a ciascun partecipante una adeguata fetta di felicità e benessere individuale, guadagnandoci.

Ora. Il periodo in cui questo cambiamento ha gettato le basi del proprio successo va dalla seconda metà degli anni ‘90 al 2002. Mentre gli effetti più visibili, le accelerazioni più decise, le possiamo individuare tra il 2003 ed il 2006, con lievi distinzioni temporali per quelle che a quel tempo erano, come oggi sono, due aree economiche fondamentali del mondo: Europa e Stati Uniti. Lì troveremo tracce ed origini del movimento tellurico in questione: il cambiamento.

EUROPA

In Europa, negli anni a cavallo del millennio ( 98-99-00 ), è stata realizzata la convergenza degli stati verso la moneta unica: l’Euro. Questa conquista fu basata su un allineamento dei sistemi bancari, che furono tutti ricondotti alla formula BANCA UNIVERSALE, abbandonando – ove esistente - lo schema di GRUPPO BANCARIO. Non ci furono, quindi, progetti di convergenza strutturale tra gli Stati aderenti, soltanto vaghe promesse di avvicinamento, nel tempo. La ricetta fu, ed è ancora oggi, questa: UNA MONETAUN TASSOUNA INFLAZIONE ( ma nessuno ricorda che così facendo gli Stati mantennero la responsabilità dei loro DEBITI senza più avere il controllo sulla moneta con cui pagarli ). Questo melting, circoscritto alla sfera monetaria, non ha potuto includere aspetti fondamentali del vivere organizzato. E’ per questo che, ancora oggi, i paesi aderenti all’Euro convivono nella stessa moneta pur avendo 12 legislazioni del lavoro diverse, 12 sistemi sanitari diversi, 12 sistemi giudiziari diversi, 12 sistemi scolastici diversi, insomma siamo tutti nell’Euro ma ciascuno conserva strutture socio-economiche proprie ( come la totale sovranità sul peso dei propri debiti ).

Ci accomuna soltanto l'esistenza di alcuni fastidiosi coefficienti che, più che ad unire, aiutano a distinguere gli Stati tra loro. Nel 2000 la politica sostenne un approccio pratico: visto che non si poteva ottenere di più, disse, occorreva  accontentarsi dell’Euro, era già molto, era un inizio. Così facendo, però, si gettarono le basi per nuovi, enormi squilibri: oggi, non a caso, ce li ritroviamo sul piatto sotto forma di crisi del debito sovrano Greco, e presto potrebbe capitare ad altri ( li chiamano PIIGS, acronimo sgradevole che identifica Portogallo – Irlanda – Italia – Grecia - Spagna ).

Ma torniamo al cambiamento ed alle banche. Cosa distingue la BANCA UNIVERSALE dal GRUPPO BANCARIO ?  Il GRUPPO BANCARIO si caratterizza per una netta separazione tra raccolta di pubblico risparmio ed affari, in virtù di una particolare impostazione strutturale che assegna a soggetti separati attività specifiche ( da qui la definizione di Gruppo ): si ha una Azienda Bancaria ( gli sportelli, con la raccolta del risparmio, i fidi a breve, i servizi bancari ) che è totalmente distinta da Sezioni di Credito Speciale, che si occupano di finanziare rami produttivi come Industria, Agricoltura, Edilizia, raccogliendo fondi attraverso la emissione di obbligazioni dedicate. La separazione è economica e giuridica. Ciascun ramo predispone un proprio bilancio e la foto del Gruppo è visibile sul cd Consolidato. Più agevole, in questo caso, mantenere sotto controllo una corretta adeguatezza patrimoniale.

La BANCA UNIVERSALE, viceversa, non ha una strutturale separazione di attività. Per questo, al fine di mantenere sotto controllo i requisiti patrimoniali, si affida a coefficienti matematici: i RATIOS ( recentemente più noti al pubblico con il nome di Basilea I-II-III ). I RATIOS sono un rapporto matematico, una frazione, e mettono in relazione il Patrimonio della Banca con i Crediti ( che rappresentano i finanziamenti erogati, rettificati per il rischio ). Sarà tutto più chiaro con un esempio.

Se una banca ha un patrimonio di 8 miliardi e crediti ( finanziamenti erogati ) pari a 100 miliardi, il suo RATIO è 8/100 = 0,08, cioè 8%. Questo rapporto era considerato abbastanza adeguato dalla Vigilanza Europea ( avvicinamento a Basilea III - Maggio 2011 ma verrà elevato per prudenza a circa 9,5%-10% ). Tradotto in numeri semplici, significa che la banca in questione viene considerata in un corretto stato di equilibrio patrimoniale, in quanto ha erogato finanziamenti ( che sono crediti ) per un volume pari a 12,5 volte il patrimonio ( infatti 100/8 = 12,5 ), laddove 12,5 è la misurazione della cd Leva Finanziaria ( espansione del business al di sopra del rapporto 1-1 mezzi/impieghi: i mezzi sono le passività e gli impieghi le attività di bilancio, rettificate per il rischio ).

Ora, pensate cosa possa significare erogare finanziamenti per un volume pari a 15, 20 oppure 40 volte il patrimonio. Modifica sensibilmente il volume di lavoro, gli utili potenziali ed i bonus ma amplifica a dismisura anche i rischi ( negli States si era arrivati veramente al coefficiente 40 ). E’ evidente che se vogliamo aumentare le erogazioni ( quindi i crediti ) siamo obbligati ( dai RATIOS ) ad aumentare anche il patrimonio, con i costi che questo comporta. Ma i RATIOS sono rappresentati da una frazione, un rapporto tra due misure e la matematica ci insegna che per mantenere invariato un rapporto si può agire sulle sue componenti. Ed allora, perché mai pagare il costo di un incremento del patrimonio, quando possiamo diminuire il denominatore, cioè il volume dei crediti ? … basta cederli a terzi !

Quale strada avranno seguito, le banche, secondo Voi ?

STATI UNITI

Sono molti i fatti significativi negli States tra il ’93 e il 2003 ( oltre alla spinta della globalizzazione di cui abbiamo già detto ). Si tratta di questioni normative, economiche, procedurali, situazionali. Questi fatti si sono accavallati e sovrapposti, si sono rinvigoriti l’un l’altro, ed hanno creato i presupposti per una reinterpretazione radicale della finanza e del suo ruolo: non più accessorio dell’economia ma sempre più un suo presupposto. Vediamo.

- Bill Clinton nel 1994, con un atto della sua amministrazione, ruppe il tabù derivato dalla Grande Depressione di unire banche commerciali con banche di investimento e assicurazioni ( nacquero così i famigerati Too Big to Fail – troppo grandi per fallire – che ritroveremo alcuni anni dopo  protagonisti di crac epocali ).

- Dopo l’11 Settembre 2001 esplode l’offerta di liquidità ed i tassi restano prossimi allo zero per un periodo eccessivo, oggi riconosciuto esagerato dallo stesso protagonista di quelle scelte ( Alain Greenspan: “ forse mi sono sbagliato “ ).

- La Amministrazione G. Bush lancia il sogno di una casa per tutti, anche per famiglie a basso reddito, come driver di sostegno e rilancio dell’economia al fine di accelerare la ripresa post 2001.

- Il regolatore ( OFHEO ) delle Agenzie Federali che riallocano i mutui ( Fannie Mae – Freddie Mac ) con l’intento di aumentare il rigore sulle attività di cartolarizzazione, impone maggiori requisiti di capitale e controlli di bilancio su questi due Enti Pubblici ( … che sono una sorta di riassicuratori dei mutui ).

- L’avvento di Basilea II, insieme alla stretta del regolatore OFHEO, accelera la attività di off-balance sheet ( espulsione dal bilancio e cessione dei crediti ) che il sistema bancario utilizza sempre più per superare la stretta dei vincoli patrimoniali ( RATIOS ) e mantenere un elevato volume di erogazioni, di fatto scollegato dal patrimonio grazie alle cessioni dei crediti sempre più massicce; da tutto questo deriva anche l’evoluzione della nuova attività di Risk Management a cui dobbiamo la nascita dei CDS ( Credit Default Swap ): una sorta di assicurazione contro le insolvenze, persino di Paesi Sovrani.

- La espulsione sistematica, generalizzata e non regolamentata dei crediti, induce negli operatori la convinzione che i rischi di insolvenza, impliciti nelle erogazioni, siano talmente sparpagliati e polverizzati sul mercato, da diventare impalpabili, insignificanti, “risolti” ( medesima sindrome si produce in  Europa ). Nello stesso tempo la frenesia delle  erogazioni ( frutto dei tassi troppo bassi e della costante crescita del mercato immobiliare ) induce  il sistema bancario ( anche internazionale ) a focalizzare i bilanci sull’up-front ( utili immediati ... che generano bonus ) più che sul Patrimonio. Questo produce una diffusa distorsione tecnica, per così dire, perché induce analisti, gestori, banchieri e stampa specializzata a concentrarsi moltissimo sull’UTILE, tralasciando il focus sul patrimonio e sul suo doveroso rafforzamento nel tempo.

- La SEC consente alle Investment Bank di portare il coefficiente impieghi/patrimonio a 40 !

- Esplode la creazione di SIV Structured Investment Vehicles, strumenti creati proprio per raccogliere i crediti e traghettarli fuori dai bilanci. Le società cd veicolo ( partecipate dalle stesse banche che cedono i crediti ) emettono CDO Collateralized Debt Obligation, sotto la doppia forma di RMBS-CMBS Residential/Commercial Mortgage Backed Securities. Questi derivati vengono usati come strumenti di pagamento tra soggetti istituzionali e come contropartita CASH nelle attività di M&ALBO. Si ha una diffusione, da molti definita abnorme, di questi prodotti, anche a livello internazionale. Di lì a pochi anni ( con un neologismo ironico quanto grottesco ) saranno definiti  Titoli Tossici.

 

Nei due continenti accadeva tutto questo, in quegli anni. Ma a tutto questo, in Europa come in America, si sommava un elemento umano fondamentale, che contribuì a gonfiare e mantenere questo gigantesco, ma fragile bluff. Una folta schiera di partecipanti alimentò a dismisura il fenomeno, visto che ne traeva corposi e persistenti guadagni, e contribuì a mantenerlo in piedi sino a non avere limiti: si concedevano mutui al 100% anche su ruderi, purché fossero accatastati. Stiamo parlando di una grande massa di figure professionali, di operatori. Essi rappresentano un poderoso insieme di convenienze:

- agenti immobiliari, promotori finanziari, mediatori creditizi

- costruttori, geometri, architetti, ingegneri, operai, trasportatori, costruttori di mezzi e macchine per l'edilizia

- società cementiere, noli & trasporti, fabbricanti di laterizi e derivati

- installatori, fabbri, falegnami, elettricisti

- notai, banche, fondi comuni, team di gestori, assicuratori e furbetti d’ogni risma …

Un vero e proprio universo di lavoratori, operatori e professionisti, che con le loro famiglie hanno indotto nei PIL del mondo un boom di consumi senza precedenti. Una marea di partecipanti, talmente coinvolti da rendere impossibile una corretta comprensione di ciò che stava accadendo, persino nel momento della resa dei conti ( vedi analisi di S&Poor’s 2008 ). In questo modo è stato interpretato, applicato e stravolto, il sistema di business bancario collegato alla BANCA UNIVERSALE, detto Originate To Distribute – OTD, che significa: originare crediti e rivenderli – oppure più maliziosamente – originare crediti per rivenderli.

Per comprendere pienamente quanto fosse distorta la percezione della realtà, in quel periodo, sarà utile leggere un breve stralcio da un articolo apparso sul Chicago Tribune il 24 Febbraio 2008, che riporta un fatto avvenuto nella metropoli di Chicago:

" " al 4578 di Oakenwald Avenue i nuovi proprietari della palazzina rilevata da un foreclosure ( vendita forzata ) hanno scoperto un cadavere al piano terra, dimenticato lì da chissà quanto. Countrywide, colosso USA specializzato nei mutui, una volta rilevata l’ipoteca del proprietario inadempiente, ha comprato e rivenduto a clienti professionisti la casa almeno tre volte, aumentando ogni volta il finanziamento.  Il motivo ?  Countrywide non aveva interesse a inserire l’ipoteca tra i crediti incagliati, ma a rifinanziare il prestito, per poi scaricare il rischio in un veicolo “derivato”. I clienti approfittavano del credito facile, incassando parte dei prestiti per poi rivendere la casa ( mai vista ) a prezzi crescenti. Così per anni finchè, una volta calati i prezzi, si è presentato un acquirente vero … " "  ( pubblicato su Finanza & Mercati Sette - 1 Marzo 2008 p.15 )

Ma per riuscire a percepire appieno il diffuso umore che a quel tempo colorava e caratterizzava, condiviso, spazi e convinzioni di operatori, analisti, commentatori, sarà utile anche rileggere le analisi proposte da due personaggi ( non di primo pelo ) del tempo, analisi che valutavano le prospettive che - secondo costoro - comunque si palesavano davanti al futuro prossimo ... nonostante la crisi già in corso, già palesata e le bordate negative già lanciate dal mercato americano sul tema mutui Sub Prime, CDO e derivati d'ogni tipo ...

 

A) Ly Advisors, Louise Yamada, nel Gennaio 2009 disse = Per le commodity ci vorrà parecchio tempo, ORO compreso ... ( oscillava tra 750 ed 800 usd per oncia ), nei 10 mesi successivi l'ORO realizzò una crescita del 37% ed oggi ( ora che scriviamo siamo a Maggio del 2011 ) è posizionato a + 86% rispetto ad allora ! )

B) S&P Italia, Maria Pierdicchi, nel Maggio 2008 disse = La bufera è passata ! L'amm.re delegato di Standard & Poor's Italia sosteneva che tutto era sotto controllo ... Fu così che dopo 4 mesi falli' Lehman Brothers e si sbriciolò il sistema finanziario mondiale, e solo in virtù di un poderoso intervento pubblico molte banche furono salvate ... ma ad oggi ( maggio 2011 ) non è ancora finita ! 

Possiamo ora parlare dei frutti avvelenati: CDO - CDS

 

 

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