Valutazioni

Tutti conoscono lo strazio che dal 2008 attanaglia il mondo per via della CRISI. Dove più, dove meno. E molti, davvero molti, raccontano con dolore di una diretta esperienza personale, di percorsi interrotti e vuoti improvvisi: aziende chiuse o pesantemente ristrutturate, prepensionamenti ( dove possibile ), cassa integrazione oppure ciao belli purtroppo si chiude. Giovani senza lavoro con percentuali terribili, percentuali che sono la vergogna del nostro Paese. E' evidente che dati economici di questo tipo stroncano ogni possibile prospettiva di crescita e ripresa. Senza nuove famiglie non si produce espansione, ma pare che i nostri governanti abbiano scambiato il dato pluriennale del crollo demografico per un semplice report sociale, come se questo dato non avesse ripercussioni drammatiche sull'economia, sulle nostre pensioni e sul futuro di tutto il Paese.

Ciascuno di noi può trasformarsi in complice, se non attiva la sua intelligenza e si adopera per trovare soluzioni e suggerirle. Porsi criticamente rispetto al presente e delineare ciò che è doveroso proteggere e conservare. Siamo noi, sempre e comunque noi, gli attori del dramma: attivi o passivi ( lo possiamo scegliere ). A noi compete riflettere, su quel che c'è e su quel che non convince, a noi capire cosa accade, cosa governa - oppure non governa - questo tempo straziato. A noi spetta suggerire come, quando, dove ed in che modo rimuovere le macerie, queste macerie, e perché occorre ricostruire in quel posto preciso, in quel modo preciso. Guai se ancora sentiremo qualcuno dire: tanto cosa vuoi fare ! Perché in quel caso saranno i figli di tutti, a ritrovarsi con le mosche, o le moschee, tra le mani.

QUINDI

Conoscere aiuta ad interpretare. Ma conoscere correttamente aiuta a delineare buone vie di fuga, vere, quelle che non producono controindicazioni permanenti né danni duraturi, ma solo naturale, innocuo travaglio. Ma vedete la ricetta si complica, perché c'è da mettere del nostro in tutto questo. Infatti conoscere significa anche utilizzare un filtro personale. Che sia intelligenza o saggezza, oppure intelligenza con saggezza, buon senso ed intuito, oppure solo esperienza, cultura. Un filtro occorre, perché solo un nostro personale filtro può trasformare pagine e pagine di note in un messaggio di senso. Il filtro divide, separa, accumula, seziona, ripulisce, prende e riprende. Che sia l'intero, o siano parti e spezzoni.

Il filtro delinea una direzione, che poi altro non è se non una INTENZIONE.

Soltanto così arriviamo alla conclusione del viaggio, incorporando in noi stessi il senso di quella direzione. Perché è un senso, è il nostro senso, e soltanto quel senso, che ci fa sentire coerenti con ciò che abbiamo dentro, e con ciò che abbiamo intorno. Non sono solo numeri, anzi, non sono affatto numeri, quelli della finanza.

IL FILTRO SIAMO NOI

 

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