Occorre metodo

Sarebbe possibile montare un mobile senza istruzioni ? Sarebbe possibile curarsi da soli, prescindere dal medico, dagli esami clinici o dalle terapie, e senza mai assumere medicine ?

Potremmo costruire le case da soli, magari utilizzando mattoni di argilla ed acqua, o composti da altri elementi, senza doverci rivolgere ad un esperto ? Certamente potremmo farlo, ed in effetti in alcune zone del mondo è così che fanno, ancora oggi. Però vedete, basta un vento più forte del solito e ti ritrovi senza casa, la tua famiglia si ritrova senza casa, e a volte non trovi più nemmeno la famiglia.

No, non è possibile fare le cose senza applicarsi, studiare, approfondire, verificare nel tempo. Senza arte. Ecco perché si utilizza l'opera degli esperti, una volta detti artigiani. Esperti, suvvia, gente che fa di quella materia una attività professionale e studia e supera esami per essere abilitata a prestare quell'opera e vive e si perfeziona occupandosi di quello, per tutta la vita. Ciascuno di noi sa perfettamente che per fare una cosa, una cosa qualunque, occorrono informazioni ed esperienza, sempre, pena l'insuccesso oppure, a volte, anche i danni.

Come si può immaginare, allora, di avvicinarsi al tema della evoluzione economica e finanziaria, della evoluzione dei prodotti di investimento ( sia da un punto di vista tecnico che giuridico ), insomma come si può avvicinarsi alla attività di investimento - anche come soggetto passivo - senza avere almeno una infarinatura sul tema, senza immaginare di doversi rivolgere ad un esperto ? Eppure è così che gira il mondo, dalle nostre parti, ed è così che da queste parti, da tanto, registriamo insuccessi, perdite di denaro e profondi malumori da parte di molti investitori. Malumori e sconfitte che si trasformano inevitabilmente in racconti negativi, da più parti, dunque si stratificano sotto forma di idea negativa del mercato. Il quadro è chiaro e delineato, noto, talmente noto che la Sig.ra Anna Maria Tarantola ( vice DG di Bankitalia, prima di diventare Presidente RAI ) rilasciò nel Marzo 2009 una dichiarazione molto esplicita sul tema:

Insomma, perché mai le nostre famiglie continuano ad affidarsi al primo che capita ? O meglio, al primo nipote, al primo amico degli amici, al primo borsino, al primo direttore di Banca, allo sportello delle Poste ... e via dicendo. E come mai le nostre famiglie sono tanto spesso facili vittime di venditori, certo abili e preparati - loro - ma pur sempre solo venditori ?

C'è che l'Italia dei luoghi comuni è purtroppo una realtà che non accenna a riscattarsi dall'ignoranza, dalle misurazioni a spanne, dalle approssimazioni e dai si dice. Eppure i dati esistono, le verifiche sono possibili, persino facili oggi con l'avvento di internet.

Ma il problema è culturale, nemmeno generazionale, perché vedete le nuove leve commettono l'errore opposto, proposto sotto forma di eccesso di sicurezza, che si traduce in un atteggiamento di questo tipo: quel che leggo sullo schermo è verità, oppure, quel che imparo sullo schermo è corretto. In tal modo ci ritroviamo con una ben nutrita schiera di apprendisti analisti e traders, gente che scimmiotta Michael Douglas nel film su Wall Street ... rimettendoci un mare di soldi e finendo per incollare nella memoria uno dei tarocchi più diffusi tra tutti quelli disponibili: il MERCATO AZIONARIO è pericoloso.

Il problema è culturale, nel senso che ancora oggi, in piena era digitale, tante, troppe persone, custodiscono un'idea di finanza ed economia costruita su un concetto adulterato: questa roba è da esperti, materia quasi esclusiva, da èlite. Complicato, impegnativo accostarsi, dunque difficile da capire. Poi c'è il rischio di fare brutta figura, insomma di questa roba se ne parla, anche tanto, ma al BAR, non per acquisire strumenti conoscitivi. Chiacchiere e pettegolezzi, zero informazione. E non è che notiziari e carta stampata diano una mano, una mano sul serio: solo versioni ufficiali, mai fuori dal coro, è la linea che seguono tutti gli esperti. Mai uno scarto, una deviazione verso qualcosa di reale, qualcosa vicino alla vita di tutti. Mai che qualcuno si assuma la responsabilità di raccontare tutto, tutto ciò che si dovrebbe raccontare.

L'altro aspetto, deleterio, è racchiuso nella pigrizia, una pigrizia tanto esistenziale quanto spicciola, pratica. Sia l'una che l'altra rappresentano correttamente la figura media del nostro concittadino: tengo famiglia, tengo da lavorare, non ho tempo , io che c'entro, ma di cosa mi immischio, e via dicendo. E' vero, per carità, informarsi ed apprendere rappresentano un sacrificio, anche in relazione alla quantità di tempo personale da sottrarre a tutto il resto, per non parlare di quanto sia rilevante anche quella parte di impegno e sforzo da prefigurarsi come attività intellettuale ( ma qui sorvoliamo ).

E' un bivio, in fondo. Le famiglie, le persone, debbono e dovranno decidere ( in fretta ) come comportarsi rispetto a questo problema. Il tema degli investimenti non è da poco, coinvolge la vita ed il futuro della famiglia, non si può passare la mano, oggi non più. Occorre farlo capire ai nostri clienti, è il nostro nuovo dovere, non più accessorio bensì dovere primario.

Da qui deriva il nostro atteggiamento, apparentemente spietato: devi ascoltare, devi partecipare alle conferenze, alle riunioni, alle Fattorie Finanziarie, altrimenti non possiamo lavorare con te, non possiamo occuparci del tuo patrimonio. Noi pretendiamo che il nostro cliente sia consapevole di ciò che facciamo e di ciò che ispira le nostre scelte. In fondo, basta esser chiari all'inizio, il cliente cresce e si abitua.

Solo così nasce un modo nuovo di lavorare insieme.

Ma ora parliamo di lui, l'origine di tutto questo: Ludwig von Mises. E' dalla sua analisi filosofica ed economica che noi siamo partiti, siate curiosi a vostra volta. Gran parte delle nostre scelte di investimento trovano presupposto nelle sue conclusioni, quelle che noi - a nostra volta - abbiamo nel tempo rielaborato, adattato al nostro tempo e condensato in un METODO.

Perché vedete, senza metodo non si va da nessuna parte, questo è certo, ma il metodo da solo non basta. Certo, perché il metodo va applicato, ma per farlo occorre anche avere tanta disciplina. Senza disciplina il metodo è soltanto una inutile astrazione ...

 

- LUDWIG VON MISES

 

 

 

 

 

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