VERIFICHE

Teoria e Postulato sono diversi tra loro. Una Teoria esiste ( come tale ) perché dimostrata, ma c’è di più. Essa è infatti dimostrabile attraverso un procedimento oggettivo, ripetibile nel tempo, da parte di chiunque. La prova a cui viene sottoposta la conferma vera e la rende valida: per sempre, per tutti. Il Postulato invece non si dimostra: viene alla luce sotto forma di premessa, un presupposto da considerare vero. Il postulato prescinde dal confronto, non si sottopone a verifica.

L’antropologia del rendimento è una Teoria.

Mi adoperai per predisporre, sin dalla sua prima enunciazione, una verifica oggettiva, una prova indiscutibile che la validasse. A questo scopo ho sottoposto, e sottopongo a verifica, le prestazione di alcuni portafogli di clienti. Non solo nell’immediato, ma anche e soprattutto su periodi medi ( 3-5 anni ) e lunghi (  8-12  ed oltre ). Periodi che comprendono sempre, ovviamente, svariati episodi di crisi.

Sequenze di rendimenti: sono loro la prova che certifica la Teoria. Sottoposti a verifica su tempi che si estendono fino a 16 anni, dimostrano quanto la Teoria Antropologica sia corretta: da un punto di vista economico, concettuale, finanziario. Dimostrano che funziona nella realtà della vita di tutti i giorni, confermano che affidarsi al mercato, senza tentare di piegarlo ai propri comodi, produce risultati seri, prevedibili, continuativi.

Espongo l’andamento di portafogli reali: medie annuali, valori concreti. Evito accuratamente di proporre i prodotti utilizzati, essi sono frutto di un metodo di selezione che è parte integrante del metodo antropologico, del nuovo approccio agli investimenti ( te ne parlo nella sezione COME LO FAI ).

Ora, prima di procedere, prima che tu legga i dati lusinghieri di questo portafoglio tipo, devi farti un’idea di ciò che è accaduto sui mercati, nel tempo. Momenti di stress profondo, crisi economiche, terrorismo, guerre, bolle finanziarie, bluff. Affinché tu sappia cosa accade e cosa è accaduto, affinché tu possa ricordare i dove, come, quando, quanto .. mostro due grafici che evidenziano le vicende di crisi di questi ultimi 90 anni. Si parte dalla prima, grande bolla, quella fuori dalla nostra memoria, eppure vivida: tulipani, Olanda 1637.

Infine ti propongo lo stesso grafico, ma valutato nel dettaglio in base ai numeri che contiene, numeri che tutti paiono trascurare. Numeri formidabili.

Siamo polli senza rimedio, istintivi e irrazionali. Magari cambiamo aspetto ed abitudini, ma restiamo sempre gli stessi. Al tempo che fu ( Olanda 1637 ) tutti, ma proprio tutti, pensavano che il bulbo di tulipano non potesse fare altro che aumentare di valore, senza sosta ( ti ricorda qualcosa ? ). A prescindere da come sia finita la vicenda Olandese ( diciamo che si intuisce facilmente ), secondo te l’uomo avrà imparato a non investire su un singolo bene ?

Andamento del mondo dal 1925 al 2015. In questi 90 anni si sono abbattute crisi di ogni tipo sui mercati, in breve l’elenco, giusto per comprendere: Bolla dei Tulipani, 1637 ( la prima grande bolla della storia ). Depressione USA 1929. Weimar e la Seconda Guerra Mondiale 1933-1949. Crisi Sudest Asiatico, Russia, Brasile 1994/1998. Crisi della Silicon Valley ( dot com ), attentato alle Torri Gemelle 2001 quindi Crisi del Debito in Argentina. Crisi c.d. Sub Prime 2008/2009 ( oggi strisciante ). Crisi dei Debiti Sovrani ( PIIGS ) Grecia e Cipro 2011-2012. COVID 2020, ad oggi ancora in piena corsa.

Esaminiamo ora lo stesso grafico, prestando attenzione ai dati di sintesi: nel 74% del tempo il mercato cresce di valore, solo nel 26% di questo tempo accade il contrario. La crescita complessiva vale il 2.578% del valore, cioè SEI volte di più delle diminuzioni. Tutto questo nonostante le crisi ( che non sono nemmeno tutte elencate ). Cosa significa ?

Significa che le crisi sono una caratteristica, non un difetto. Non compromettono MAI la crescita nel medio-lungo, esse creano solo brevi momenti di stress. Il mercato si presenta come una INCERTEZZA AFFIDABILE: cresce sempre, perché … il mercato siamo noi.

VERIFICHE

Di seguito l’andamento storico di un portafoglio tipo ( ovviamente anonimo ). Espongo un rendimento storico continuativo, dal 2006 ( anno di inizio della gestione ), fino a Febbraio 2022. Questo cliente ha investito con me il TFR ricevuto al momento del pensionamento. L’importo è stato inserito in diversi settori nel tempo, dagli emergenti alla specifica Cina, dall’acqua alle tecnologie, ma sempre nelle attività produttive, ovunque nel mondo: mai nella filiera del DEBITO, mai in obbligazioni. Sono stati utilizzati solo Fondi Azionari di terzi, senza mai utilizzare – per capirci – prodotti bancari della casa. Lo strumento tecnico di analisi è il tradizionale MWRR, metodo diffusissimo e regolamentato, conosciuto anche come “amburghese”, utilizzato ancora oggi da tutte le Banche per effettuare la liquidazione degli interessi sui conti ( quando esistevano gli interessi ).

POSIZIONE DI LUNGO TERMINE - RENDIMENTO ANNUALE MEDIO - Parte I movimenti 2006/2010

Verifica su investimento di lungo periodo ( 16 anni ). Nel prospetto qui sopra, sono riportati i movimenti dei primi 5 anni di gestione del pacchetto di investimenti. Il cliente mi affidò il suo TFR al momento del pensionamento. Nell’immagine sotto trovi il completamento dei movimenti ed il risultato conseguito ( l’investimento è ancora in essere ). Anche i rendimenti intermedi ( a più breve termine ) sono sulla stessa falsariga.

POSIZIONE DI LUNGO TERMINE - RENDIMENTO ANNUALE MEDIO - Parte II movimenti 2011/2016 e valore al 3 Febbraio 2022

Ci sono stati pochi aggiustamenti, su questa posizione, poi alcuni prelevamenti. Tuttavia, valutando la frequenza di intervento sulle posizioni, posso confermare che la gestione è stata molto tranquilla, insomma nessuna frenesia di spostamenti, anzi, piuttosto continuativa su prodotti strategici di ampio respiro ed affidabilità. Nel 2016 il cliente ha disinvestito circa 14 mila € per un acquisto di auto nuova, ha lasciato in gestione il rimanente, senza ulteriori movimenti sino al valore rilevato ( Febbraio 2022 ). Il capitale investito risulta negativo ( -7.532,84 ) perché il cliente nel tempo ha prelevato più di quanto avesse versato ( ciò è possibile grazie agli incrementi intermedi di valore ).

Rendimento assoluto di periodo +133,96 %, media +8,45% annuo. Le percentuali sono al netto dei costi, le commissioni di sottoscrizione non sono mai state applicate. Ecco come funziona un investimento antropologico.