Indicazioni generali sulla novità del mio metodo antropologico, che nasce da una riflessione sulla natura e l’esistente. Nel video troverai una sintesi, nell’articolo invece (cliccando in fondo su leggi tutto ) troverai un più ampio respiro, che renderà possibile a chiunque la comprensione del nesso tra economia-finanza ed essere umano: l’albero della distribuzione. Vi troverai anche un resoconto sul sodalizio che dalle caverne ci ha portati sin qui, motore delle vicende economiche e finanziarie di ogni tempo. 

Acquistare BOT, BTP oppure azioni non è forse la stessa cosa ?

Non conta ciò che compri, ma conta la tua intenzione. Infatti i risparmi possono essere conservati, custoditi oppure investiti. Dipende dalla tua intenzione, il prodotto sarà una conseguenza. Conservare ha il sapore di un breve momento, come si fa con il latte. Custodire è un concetto di più lungo termine, pensa la formaggio in cantina !

Investire ha il sapore del buon vino rosso. Non lo puoi improvvisare un buon calice, devi metterci intenzione, sapienza e il potere del tempo. Vieni a sentire perché.

Prevedibile ? La domanda circa la guerra in Ucraina riporta al nodo storico dell’investire, nodo che ritroveremo intatto più avanti, quando parlerò di strategia.

Investire non è una scommessa, la crescita seria e robusta la produce il tempo, non la tempestività nell’entrare o nell’uscire dal mercato ( i dati sono esposti nel video ). Le alternative, soprattutto oggi, non esistono. Ma l’elenco delle alternative è qui, enunciato senza nulla risparmiare alla fantasia.

Il mercato ritrova sempre il suo equilibrio, esso infatti non è che la somma delle richieste di beni e servizi dell’umanità, ovunque sia annidata. Puoi indicare un posto migliore per investire ?

Distinguere tra cedola e rendimento non è soltanto una operazione di chiarezza su una materia fondamentale, materia che – non dimentichiamolo – si studia a scuola.

Distinguere tra quelle due entità significa anche aiutare le persone, i risparmiatori, a comprendere il funzionamento di meccanismi elementari che governano il mercato finanziario, quello che in fondo ospita i loro investimenti.

Perché mai dovremmo  sopportare il silenzio di tanti addetti, incaricati, competenti, analisti e responsabili su un tema così rilevante. Perché mai l’uso tanto disinvolto e distorto di termini – pure tanto precisi – non attiva l’attenzione dei nostri tanti regolatori?

Mi è capitato di assistere in TV ad una incredibile discussione. Assistevo ad una di quelle trasmissioni dove si confrontano politici o pensatori di aree diverse. Il discorso fu introdotto da uno dei convenuti ( non  ha importanza chi fosse e di quale parte ). Costui accusò l’altra parte di avere prodotto un innalzamento dello spread, quindi – in conseguenza di questo – un incremento di costo del debito pubblico pari a x miliardi.

L’altro, quello che aveva ricevuto l’accusa, non sanzionò la pedestre affermazione ( falsa da far inorridire ) ma argomentò a sua volta sostenendo che no, avevano provveduto in qualche modo a parare il colpo !

Nessuno, non gli altri convenuti, non il giornalista conduttore, nessun altro tra i presenti e nessuno nemmeno il giorno successivo pensò di sgombrare il campo da quella affermazione incredibile, degna di chi non sa nulla, eppure parla.

 

Era il 1980, lavoravo già da 6 anni al Banco di Napoli. In quel periodo ero di servizio allo sportello Cambio di Via del Corso. Un giorno d’estate – all’intervallo – decisi di restare seduto al mio posto ( dietro il banco di accoglienza clienti ): non avevo voglia di uscire e non avevo voglia nemmeno del caffè. Mi misi a scrivere su un foglio, non so davvero perché, come preso da un gesto istintivo.  Immaginai di rivolgermi ai colleghi, gli stessi che nel frattempo erano usciti per mangiare un boccone. Ero solo, ed in quel silenzio di pace mi venne di raccontar loro alcune cose, cose che pensavo davvero sul loro conto. Conservo ancora quel foglio.